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lunedì, 31 maggio 2004 - 17:49Io non parlo il dialetto, a parte la cocina (oramai sempe piu strascicata causa sto veneto maledetto) e a qualche parola che qua e la che si incunea prepotente nel discorso.. Ma ogni tanto è un piacere leggere e sentire alcune poesie che riportano ad un tempo che pramai non esiste piu...come un refrain di qualche pezzo swing, alla natalino otto, tanto per stare in patria..eccone una che si intona bene con il post precedente del prode Hardla...e se qualcuno la volesse sentire recitata dalla volonghi ecco il link..http://www.zeneize.net/firpu/firpu.html aprite le casse che passa il grifo...Panz
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lunedì, 31 maggio 2004 - 15:29Scegliendo tra il mucchio, ecco in ordine sparso, come al solito, l'elenco delle..... 5 cose che al momento non ho 1. I Soldi Cacchio, è pericoloso fare questo tipo di liste. Messo tutto nero su bianco (o meglio colorato su bianco) la mia vita sembra decisamente brutta. Non che sia perfetta, ma da qualche parte ci sarà sicuramente qualcuno che se la passa peggio di me. Sabato mi sono visto con dei vecchi amici e, mio malgrado, ho dovuto fare un bilancio sommario dei miei achievements, come capita sempre in questo genere di incontri. Avrei voluto qualcosa di più interessante da raccontare loro, avrei potuto inventare, ma non ne sono capace così su due piedi. Spero che qualcuna delle voci della lista possa essere depennata in tempo per il prossimo incontro.
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TeleVisionivenerdì, 28 maggio 2004 - 09:57Tratto liberamente dal sommario del TG5 di questa mattina: "Morto Umberto Agnelli" "Capello nuovo allenatore della Juventus" "Titoli del gruppo FIAT in rialzo all'apertura della borsa" Mi piace come l'operato di una persona si può sintetizzare in poche parole, al momento della sua morte. Sono più fiducioso sul giudizio universale.
hardla ha decretato che questa perla di saggezza va archiviata nelle categorie: media
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mercoledì, 26 maggio 2004 - 16:32Oggi ritorno alla dimensione che più mi si addice, l’inutile futilità. Vi presento, in un post che verrà aggiornato e periodicamente riproposto… ESPRESSIONI, PAROLE E MODI DI DIRE CHE PROPRIO NON SOPPORTO Risorse umane - Ecco il primo di una serie di termini burocratesi che reputo davvero odiosi. E' tutt'altro che naif, anzi è esattamente il contrario. Nella sua lucida spietatezza trasforma la vecchia dicitura "il personale" in qualcosa a cui poter attingere, una risorsa. Differentemente dai macchinari, però, questa risorsa è, per puro caso, "umana". Adesione alla mission aziendale - Brrrrr, terribile. Eppure ci sono migliaia di persone che usano espressioni come questa. In sostanza è un parametro atto a misurare quanto un candidato ad un posto di merda è riuscito a far credere ai suoi selezionatori che progettare circuiti elettrici per i frullatori sia sempre stato il sogno della sua vita. La mia fidanzata – Non le hai chiesto di spostarti? Non avete neppure parlato di matrimonio? Esci con una ragazza da due giorni? Allora non chiamarla così, per favore…… Il mio fidanzato – Come sopra, con l’aggravante che spesso le pulzelle con cui chiacchiero inseriscono amabilmente queste tre parole nella conversazione, giusto per farmi capire che non c’è trippa per gatti. Io sono una persona vera – Beh, di questo ho già parlato nel mio sfogo di qualche giorno fa. Regalare delle emozioni – Ci sono persone che passano il tempo a regalare le emozioni alla gente, con tutto quello che costano! Ciau, Ciauz oppure Cià – PERCHE’??? Mi chiedo, perché? Me lo spiegate? Forse fa tanto simpa salutare la gente con Cià… Bastardo dentro – Probabilmente indica dei valori morali nei quali potrei anche riconoscermi, ma questa espressione proprio non la sopporto. Forse la scelta di parole, non so… Bastard inside– Come sopra, con l’aggravante del finto inglese.
hardla ha decretato che questa perla di saggezza va archiviata nelle categorie: cazzeggio, io
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mercoledì, 26 maggio 2004 - 11:01Sto entrando in azienda, ero in piazzale a vedere dei modelli in legno utili per fare delle fusioni, camicia cravatta e pantalone blu, entro dal portone principale e vengo illuminato da uno sguardo, profondamente triste, scuro, teso ma allo stesso tempo non aggressivo, era quello del bisogno, quello sguardo che i nostri avi conoscevano bene, era quello di un extracomunitario che veniva probabilmente a fare un colloquio per un lavoro interinale da operaio, accompagnato da una matrona grassa e sbuffante, probabile responsabile dell'agenzia interinale. Ma quello sguardo, perdiana non lo dimenticherò facilmente (almeno fino al primo negroni della sera) è uno sguardo che si vede in giro spesso, ai semafori, per la strada ed ora anche nella mia azienda... Come al solito devo sbatterci la pancia sui problemi per accorgemene, e cio non è bello sopratutto per chi viene schiacciato..... Saluti Dal Panzon
Panzon ha decretato che questa perla di saggezza va archiviata nelle categorie: panzon
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martedì, 25 maggio 2004 - 14:16Sabrina Sabrina era la ragazza più bella della classe. Non faceva nulla di particolare per esserlo, era così di natura. Gli ammiccamenti, le espressioni, il tono della voce, nulla di costruito. Nel limitato microcosmo di una scuola, era il nostro ideale di bellezza e femminilità. Sabrina era ricca, abituata all'alta società. Conosceva la Genova bene e la Genova bene conosceva lei. Era intelligente e viziata. Sabrina aveva tanti amici. Al suo matrimonio siamo andati quasi per caso, volevamo approfittare dell'occasione per fare un giro in campagna. Al suo matrimonio c'era poca gente, tutti vecchi parrucconi. Ci hanno chiesto di fermarci anche per il pranzo, non c'erano ragazzi, volevano un po' d'allegria. Erano almeno due anni che non la vedevamo, dopo la fine della scuola ci siamo persi di vista. Ci siamo fermati, abbiamo mangiato e abbiamo brindato alla felicità di Sabrina, la ragazza che tutti noi abbiamo desiderato, e del suo sposo, che vedevamo per la prima volta. Dov'erano finiti tutti gli amici che avevi, Sabrina? Me lo sono chiesto subito, ma non ho potuto comunque evitare di fare un sorriso quando li ho visti, lo sposo e la sposa, baciarsi solitari in un lungo viale alberato, mentre salivamo in auto per tornarcene a casa. Dopo quel giorno abbiamo avuto solo qualche notizia da parte sua. Sabrina sta facendo i lavori in casa. Le cose vanno bene. Sabrina vi saluta. Sabrina è stata male. Sabrina ha avuto un brutto problema medico, è stata operata al cervello. Ha mezzo volto paralizzato. Avrei voluto piangere, faccio finta d'averlo fatto. Certo, mi dispiaceva per lei, ma sai, erano tanti anni che non la vedevo. Eravamo degli estranei, in fondo. Ho tanta voglia di rivedere Sabrina, non l'ideale, ma la persona. Di sapere come sta e che cosa ha fatto in questi ultimi 10 anni. Ogni tanto ci manda i suoi saluti. Qualche volta la invitiamo alle nostre serate insieme. Ma lei ringrazia e rifuita, si vergogna di mostrarsi per come è adesso. Forse preferisce che la si ricordi com'era a 18 anni. Quando sapeva di essere il nostro ideale.
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FastRewindlunedì, 24 maggio 2004 - 11:15Hardla mette su una vecchia videocassetta ma, invece dei film, sullo schermo passano i suoi ricordi. E capisce che molte cose sono cambiate, ma certi giorni no. Oggi ho 17 anni. Sono solo e incazzato col mondo, perché il mondo mi spaventa. E’ più facile odiare, ti evita un sacco di domande. Non ti costringe a darti delle risposte. E’ una strada semplice e sufficientemente originale, qui nel liceo “G.D. Conformismo”. Niente atti estremi, niente ribellione sbandierata, mi basta saperlo, mi basta avere il conforto delle mie opinioni. Per qualche motivo non sono andato a scuola, devo avere la febbre o qualcosa di simile, perché a fare sega non sono capace.
Metto su la mia videocassetta preferita, lì c’è il mondo in cui potrei vivere. Non sono sicuro che siano film belli, non so niente di recitazione, regia e balle varie. Ma mi fanno sentire vivo e ancora più incazzato. Sono incazzato dunque sono. Come si dice incazzato in latino? No, non credo sia sul dizionario. Comunque i film si chiamano “Schegge di follia” e “Pump up the volume”. Christian Slater è il protagonista in entrambi, nel primo è pazzo e incazzato, nel secondo incazzato e depresso. In tutti e due è uno studente di un liceo che potrebbe assomigliare al mio, se non fosse in America. In tutti e due cerca un modo per evadere da quella merda.
I diciassette anni sono difficili, ma non più dei sedici o dei quindici. Qualcosa sta cambiando, ho sempre paura, ma un po’ meno. Ho scoperto le magliette nere, ho cambiato taglio di capelli, sto iniziando a intuire delle cose, ma ancora non sono sicuro di che cosa si tratta. Libri non ne leggo, il computer non lo accendo da qualche anno. Tv ne guardo poca, a parte i film su Telepiù 1. Faccio i compiti, tanti compiti. Devo studiare il triplo per ottenere gli stessi risultati di Marco, lui esce sempre, fa anche canottaggio tre volte alla settimana. Io studio soltanto. Non sono stupido, solo che quando vengo chiamato alla lavagna la mia mente si spegne, allora devo sapere le cose a memoria per poter andare in automatico, per poter affrontare gli inevitabili black-out mentali. Devo studiare a 100 per poter rendere a 70. Infatti la mia media è 7. L’inglese no, quello mi riesce semplice.
Mi piace Sabrina, ma Sabrina piace a tutti qui nel liceo “Conformismo”. Lo so che non ci uscirò mai, non le posso piacere. E comunque non avrei mai il coraggio di chiederglielo. Non è come nei film, che qualcuno intuisce quanto tu sia magnifico, per quanto tu sia nascosto da 10 chili di libri e da un paio di occhiali. L’anno scolastico è agli sgoccioli, quest’estate andrò in Inghilterra. Non vedo l’ora, ma ho un po’ di paura. Non conosco nessuno, a parte Ivan. Ivan è il mio miglior amico, ma non è che posso appiccicarmi a lui per tre settimane, dovrò inventarmi qualcosa. Magari è la volta buona che faccio qualcosa che sorprenda anche me. Speriamo.
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Compassionedomenica, 23 maggio 2004 - 14:03Io sono un bastardo cinico e insensibile. Mi manca la compassione, nel senso reale della sua etimologia. Raramente le notizie al telegiornale mi turbano. Ma quando qualcuno che stimo cerca di gettare via delle opportunità belle e importanti, allora mi ci incazzo. Forse per egoismo, forse perchè io, al momento, non ho nulla da gettare via. Non so. In quel momento si che riesco ad immedesimarmi in qualcosa d'altro da me. E parlo, parlo tanto. Faccio pistolotti che non so neppure se vengono ascoltati. Però credo che qualcosa arrivi agli interlocutori, almeno spero. Oggi il cinico bastardo si guarda il Gran Premio, poi va al mare a prendere un aperitivo, a chiaccherare con gli amici e, se si vede qualcosa, a guardare le frecce tricolori. Con gli occhiali da sole e il ghigno sulle labbra.
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