Il Resuscita-Post

Diamo una seconda chance a post vecchi e ormai dimenticati, ripescati a caso dall'archivio del blog.

Facciamoli rivivere!



Gli Orribili Terroristi Alieni Venuti dall'Etere Assurdo

Like it were Antani

Dizionario minimo Hardla-Italiano, parte 1

Alle Cappe

STIAMO LAVORANDO PER VOI, e per noi naturalmente. Le nuove Cappe riapriranno il prima possibile in una nuova sede, in Vico del Dragone, a due passi da Porta Soprana. Sempre che si finiscano i lavori.

LeAntiche Cappe Rosse sono il circolo ARCI più bello del mondo, o almeno di Genova, vabbé sicuramente di Vico del Dragone. Ma anche lì non ci metto la mano sul fuoco.

area download

 
email

Contatore

visitato *loading* volte

Pubblicità

nube che corre - un blog genoano

blog di merda


giovedì, 30 settembre 2004 - 11:55

Frate Indovino sulla politica italiana....

Ho l'impressione che per i prossimi giorni la destra si troverà in una fastidiosa condizione di stallo. Mi riferisco all'Iraq e alla liberazione delle due ragazze italiane. Se da un lato il governo ha riportato una chiara vittoria politica, ottenendo il rilascio delle prigioniere, d'altra parte il fatto che ora siano libere di parlare farà storcere più di un naso a quelli del centrodestra. Nelle settimane passate chiunque si è sentito in dovere di esprimersi a loro nome, sfruttando l'occasione per rilanciare argomenti impopolari, secondo la nota dottrina del "a mali estremi, estremi rimedi".
Poi queste ritornano a casa e che fanno? Parlano bene degli iracheni! Dicono di voler tornare indietro ad aiutare i loro amici musulmani! Chiedono il ritiro delle truppe italiane! Fossi in Berlusconi penserei: "perdinci, io le libero e loro mi pugnalano alle spalle?".
Voglio vederli quelli della destra, cercare di contrastare le opinioni delle due ragazze, di due eroine nazionali. Per qualche giorno dovranno rimanere zitti e aspettare che l'orda mediatica si rivolga altrove. Per qualche giorno Simona Pari e Simona Torretta avranno i microfoni in bocca anche quando faranno la doccia, e scommetto che a sinistra non mancherà occasione di imbeccarle con le frasi giuste da pronunciare. Poi ce ne dimenticheremo, e la destra cercherà di rimettere insieme ciò che rimarrà della loro politica estera. Se avessi qualche soldo scommetterei sul fatto che fra un mesetto qualche solerte giornalista (Il Giornale? Il Foglio? vedremo...) scoprirà che le povere vittime, in fondo, non erano poi così innocenti, perché ora non si possono certo contraddire, ma fra qualche settimana... Ipse dixit.



hardla ha decretato che questa perla di saggezza va archiviata nelle categorie: politique
link a questo post | commenti (4) pop-up | commenti (4)

 

lunedì, 27 settembre 2004 - 09:58

Sullo scaffale ho una fotografia. Tre amici, sorridenti, un po' coglioni, brindano davanti all'autoscatto. E' lì da qualche anno, tanto che il sole l'aveva sbiadita. Capita, ti dimentichi delle cose semplici, poi quando le vai a riguardare non sono più come le ricordavi. Quel che è fatto, è fatto, ma qualche volta diventa migliore, talvolta si dà per scontato, spesso si dimentica. Intanto ho ristampato la foto, i colori sono di nuovo vivaci e rimarranno così ancora per un po'.

hardla ha decretato che questa perla di saggezza va archiviata nelle categorie: io
link a questo post | commenti (6) pop-up | commenti (6)

 

giovedì, 23 settembre 2004 - 10:20

Informazione schifosamente pubblicitaria

Alcuni lo sanno, altri no. ARTErnativa è una newsletter creata in origine da due mattacchioni (Spassky e Seaweeds) alla quale collaboro da un po' di tempo, quindi ora siamo tre mattacchioni. In pratica funziona così: ci si iscrive, spedendo una e-mail vuota all'indirizzo

o seguendo il link sempre presente sulla colonna a sinistra, e ogni domenica si riceve in dono un quadro, completo di spiegazione. Facile, no? Se proprio volete ci si può anche cancellare, ma non ve lo consiglio, Alberto è molto permaloso! Ogni tanto, quando ce lo chiedono, facciamo anche delle serate live, spiegando al pubblico ignaro il vero significato di quadri famosi, quello che i critici d'arte hanno sempre voluto celare.

Vabbè, per farvi capire di che cosa sto parlando, eccovi due arretrati.

Caravaggio
"E' la coppa dell'olio"

1600-1601
Olio su tela

90 1/2 x 70 in
Cappella Cerasi, Santa Maria del Popolo, Roma

Capitava, agli albori del diciassettesimo secolo, che il proprio mezzo di locomozione subisse un guasto meccanico, vuoi per le scarse condizioni del manto stradale, vuoi per insufficiente manutenzione, e allora lo si portava dal meccanico più vicino, che provvedeva a ripararlo. In questo quadro il meccanico comunica allo sventurato proprietario che il suo mezzo di trasporto ha subito un danno notevole, e che occorrerà comprare un pezzo di ricambio originale.

 
- - - - - - - - - - -
 

Angelo Morbelli
"Culi"

1893-95
olio su tela
Vercelli, Civico Museo Borgogna

 


Se chiedete di questo quadro a un saccente critico d'arte, vi dirà che Morbelli vuole mettere in risalto le condizioni di lavoro delle mondine, blah blah blah, impegno sociale, blah blah....
In realtà a Morbelli piaceva sedersi su uno sgabello e guardare per ore i loro sederi. Dopo che venne picchiato dai mariti, però, si rese conto che aveva bisogno di una scusa e iniziò a portare anche tela e pennelli. Per non destare troppi sospetti, al termine di quest'opera cambiò gruppo di mondine. Sullo sfondo, infatti, vediamo il gruppo che fu l'ispirazione per il suo vero grande capolavoro, "Altri Culi".

hardla ha decretato che questa perla di saggezza va archiviata nelle categorie: cazzeggio, io , internient, arternativa
link a questo post | commenti (7) pop-up | commenti (7)

 

lunedì, 20 settembre 2004 - 20:44

Ho letto sul giornale che nel nostro paese sta pericolosamente prendendo piede una misteriosa setta religiosa, chiamata "Chiesa Cattolica". I suoi adepti venerano un santone che, a detta loro, è morto e risorto circa 2000 anni fa. I cosiddetti 'cattolici' si riuniscono nei fine settimana in diversi luoghi di culto sparsi per tutto il territorio nazionale. In queste occasioni sono usi celebrare oscure cerimonie in cui bevono vino e ingeriscono misteriose pasticche bianche, stordendosi con incensi e canti rituali. Il capo spirituale di questa setta pare sia un anziano ex-soldato dell'Europa orientale, che attualmente vive in un piccolo paradiso fiscale di cui è stato proclamato capo di stato. Quest'individuo gira per tutto il mondo protetto da una nutrita schiera di guardie del corpo e mercenari svizzeri, da quando, qualche anno fa, è sopravvissuto a un attentato in cui erano coinvolti killer musulmani e, pare, i servizi segreti bulgari.

hardla ha decretato che questa perla di saggezza va archiviata nelle categorie: politique
link a questo post | commenti (3) pop-up | commenti (3)

 

venerdì, 17 settembre 2004 - 19:33

A volte basta una semplice immagine........e questa è quella del mio Weekend in arrivo....un grandioso sorriso a tutti voi ( e mi raccomando non tenetelo per voi i sorrisi non vanno tenuti sequestrati tra le labbra...)

Hasta siempre dal Panzon......

Panzon ha decretato che questa perla di saggezza va archiviata nelle categorie: panzon
link a questo post | commenti (4) pop-up | commenti (4)

 

giovedì, 16 settembre 2004 - 22:06

L'insostenibile leggerezza di una tesi di laurea

Vi è piaciuta la foto che ho messo su ieri? No? Beh, si, faceva cagare, lo so. Per questo l'ho tolta. Ma il titolo l'ho conservato, perché oggi vi parlo della mia tesi di laurea. Immagino che dopo questa frase non sia rimasto nessuno a leggere il seguito, e perché dovreste, poi? In generale tutti se ne fregano delle tesi, spesso anche lo stesso tesista. Nel migliore dei casi la prima volta che qualcuno si azzarderà a leggerla per intero, il tesista sarà ormai diventato un disoccupato di lungo corso. E quel qualcuno sarà costretto a farlo perché cercherà qualcosa da copiare per la propra tesi che, naturalmente, nessun'altro aprirà.

La mia tesi è strutturata in modo rigoroso: è composta da un numero di capitoli variabile da 4 a 9 e inizia con una breve introduzione che, sorprendentemente, mi è stato consigliato di scrivere per ultima. Sembra paradossale, lo so, ma qui viene fuori tutto l'ingegno di cui gli ingegneri si fregiano nel titolo: visto che nessuno ha la minima idea di dove il suo lavoro di laurea andrà a parare, può essere controproducente scrivere subito i risultati che si vogliono raggiungere. Metti che non ce la fai, ormai ti sei già sputtanato con il relatore. Di fatto, l'introduzione è l'unica parte che sicuramente tutti coloro che dovranno valutare il tuo lavoro leggeranno.
Si prosegue poi con qualche capitolo di ameno cazzeggio in cui, forti della certezza che nessuno li guarderà mai, se non quando ormai sarà troppo tardi, ci sbatti dentro di tutto. L'unica condizione da rispettare è che il materiale deve avere un aspetto decisamente noioso, non vogliamo mica che a qualcuno cada l'occhio proprio su quelle pagine, vero?
Anni di tradizione orale e di passaparola interfacoltà hanno portato all'individuazione delle fonti perfette: per le facoltà tecnico scientifiche il testo di riferimento è "Formule Matematiche e Grafici a casaccio", opera omnia di Dan Dorfman, professore emerito. Per le facoltà umanistiche è consigliato il mensile "Ortodossia e Ortodonzia" pubblicato dalle Edizioni Paoline.
E finalmente si entra nel vivo, il cuore della tesi, e qui si rischia un po'. Se proprio qualcuno deve buttare un'occhio sulla mia tesi è qui che capiterà. Perché li conosciamo tutti, gli ingengeri, no? Non resistono a sfogliare qualcosa di tecnico, anche e soprattutto quando non ci capiscono niente. Tornando a me, ho inseririto qualche decina di pagine che somigliano in maniera sorprendente alla traduzione del capitolo 3 della MPEG-7 Overview, il documento ufficiale che descrive lo standard.
Segue un capitolo di cazzeggio futuribile, in cui spieghi perché ciò che hai appena descritto probabilmente fornirà gli strumenti per porre fine alla fame nel mondo e sicuramente porterà a una cura contro tutte le malattie più diffuse e non. Ovviamente a patto che vengano rispettate certe fumosissime condizioni che, guarda un po', non si verificano mai.
Infine le immancabili appendici, non metterle sembra poco serio, in cui sbatti tutte le tabelle che avresti tanto voluto darci un'occhiata perché sembravano importanti, ma proprio quella sera c'era da uscire con gli amici e una cosa tira l'altra...

Per esperienza indiretta posso dire che, il giorno della laurea, il volume rilegato della tua tesi sarà conteso da amici e parenti. I primi vorranno vedere le belinate che hai scritto nei ringraziamenti, i secondi soppeseranno il tomo e valuteranno la qualità della carta, annuendo vigorosamente.






hardla ha decretato che questa perla di saggezza va archiviata nelle categorie: io
link a questo post | commenti (7) pop-up | commenti (7)

 

martedì, 14 settembre 2004 - 22:12

Oh, si, signori. Un discreto silenzio di pioggia assorda la via, finalmente. Un silenzio fatto di musica, di fumo e whisky, fumoso anch'esso, come le parole che non scrivo mai. Parole barocche e arcane, come piacciono a me, intuìte o intuìbili, come mi piace tacerle. Parole liquide, avrei scritto un tempo, parole bagnate, scrivo oggi. E' tempo di cambiar stagione, di indossare di nuovo il mio vecchio soprabito di pelle, e riprovare a fare quel mio odioso sorriso ironico.

Canto una canzone che non è stata ancora scritta, un motivo solo mio, che io solo posso cantare. E' ora di ballare la musica che mi piace ascoltare, di urtare la gente, di spingerla via o tirarla a me, di urlare nel rumore, di star zitto nel silenzio assordante della pioggia. Ho voglia di volere, mentre cammino indifferente per la strada bagnata. E quando mi sarò bagnato i capelli, allora manderò affanculo con un bacio, e amerò con uno schiaffo.

Le domande sono finite, e nessuno ha vinto, nessuno poteva conoscere le risposte. Domani ci si riprova. 

hardla ha decretato che questa perla di saggezza va archiviata nelle categorie:
link a questo post | commenti (9) pop-up | commenti (9)

 

venerdì, 10 settembre 2004 - 15:02

"Giro nel mio deserto e stò tranquillo
ho solo il vento per barriera
Ah, che cavaliere triste
in realtà avevo dato il cuore
alla luna
e la luna l'ho barattata col temporale
e il temporale con un tempo ancor meno normale
e il tempo stesso con una spada
che mi accompagnasse
fuori dei confini di quello che è reale."

Venerdi...scandisco piano le sillabe, poi le lettere, le vocali....ho un mal di gola terribile, ma come in ogni cosa della vita, secondo la giusta/ingiusta filosofia del Tao, questo mi fa gustare maggiormente le parole...Ho una sensazione di tragedia incombente, come che tutto dovesse andare male, la sensazione del capitano di un vapore di secoli fa, immerso nella nebbia...la nebbia...la vita...mah ho bisogno dei miei spazi originari...la mia terra verde d'inverno, abbracciata eternamente al suo vecchio amante, un signore blu...che a volte la accarezza dolcemente cantandole antichissime nenie...a volte è violento urla e strepita malmenandola...la mia terra fatta di angoli che conosco e che penso miei, come queste dita, come questi capelli...la mia terra popolata da moltitudini di volti.....

E più mi accorgo di amare l'ignota destinazione
più lungo sterpi e rovesci
non ritorno.

A me, a me, a me
una pazzia d'argento
al mio cavallo una pazzia di biada

I volti...ci sono quelli che sbiadiscono nella memoria, quelli che cambiano nella nostra testa, in realta vivono in noi, cambiando piccoli particolari, espressioni colori...ci sono quelli desiderati di amici, antichi amori, o di persone care che purtroppo possono vivere solo nei nostri ricordi...e poi ci sono quelli che rivedro presto, quelli con cui si condivide sempre un qualcosa che con una gioiosa onda ci si ritrova sempre sulla stessa spiaggia, il solito bar, a dire le solite cose scontate, ad impersonare l'Humprey Bogart che è un po in tutti noi....

Ah, come hai potuto pensare
di cambiarci la strada
che se la morte è soltanto un mare
vedi, mi ci tuffo vestito

Ahi, polvere delle mie strade
ah, scintille del mio mare inaridito
come hai potuto pensare
di spogliarmi proprio adesso
giro nel mio deserto e fa lo stesso

Per non scalfire il tuo senso morale
ma dentro
caro il mio ingegnoso narratore, dentro,
dentro è tutto un altro carnevale

Ma allora perche questo spleen, questo oscurarsi di umore...la vita gira, va (avanti o indietro alla fine poco importa) che sia qualcosa che non ho digerito dal mio passato prossimo o remoto che sia....che forse sia la parte di Ing. in "Corriera" che ho scelto di vivere...scelto...ecco forse....

Mi porto dietro latta, legni
l'antico arsenale
carambole di fantasmi io conservo
conservo pezzi di temporale
le chiacchiere sul mercato
che vergogna, che spavento
la normalità eterna

Risvegliarmi un'altra volta senza fiato
fra il pianto scemo del barbiere
e il sudore muto del curato
io qui vedo l'orizzonte
e faccio finta di accettare
le predizioni della scimmia che indovina
Io, tirar di scherma con la grandine, le dame.

Ah, che compagnie infelici
cavalieri di specchi, minestre di radici
dormo nella follia
e tutto il teatro con me

Ora ci sono...caro Matte...tu non hai mai scelto un Belino! Ohh ora ci sono...ed è per questo che forse proprio per le mie non scelte...ora si lo sento finalmente sono LIBERO! e allora se uno è libero...il respiro aumenta...il cuore si sente scoppiettare nel petto...ci siamo...siamo pronti...ora andiamo....sono di nuovo pronto per la lotta del quotidiano...pr dimostrare quanto duro sono (vero Humprey?)....dalla prox settimana pero!....Buon week end...anche a voi Bogart del mondo......PANZ

Ma senti che odore di carta e incenso
da una parte ti dico grazie
e dall'altra continuo
solo e senza corpo a scornarmi con il vento.

PS Trimo lo so che avrai da dire sull'impaginazione...ma..W la LIBERTA'










































Panzon ha decretato che questa perla di saggezza va archiviata nelle categorie: panzon
link a questo post | commenti (6) pop-up | commenti (6)

 

biografia random

[Cambia ogni volta che si ricarica la pagina. Provate a vostro rischio e pericolo]

il sondaggione

I
L

S
O
N
D
A
G
G
I
O
N
E
Votate!

Rametti di Reganisso
Sabato prossimo
Surfin' USA
La Pallacorda
Il Guaranito
A mille ce n'è
Epopea di una Onomatopea
Cinquantatre
John e Solfami
Acqua pura
Burda Model
Pampano a 2
Colonnello Bernacca
Ovunque
Acchiappafantasmi
Schiaffo col guanto
Charlie Chan in Pigiama
Tirar su col Naso
La Vecchia Pizzica
Ancora?



Il Gran Premio Cotonata D'Oro, per aggiudicare la palma di canzone più truzza degli anni '80, è finito. Ha vinto The Wild Boys, dei Duran Duran. Se volevate far vincere qualcun altro, peggio per voi. Ormai è finita.

I risultati completi li potete trovare in questa pagina.

oggi mi piace...

  • oggi non mi piace niente, ripassate più avanti