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mercoledì, 29 dicembre 2004 - 16:57Dieci.. nove... otto... "Allora che si fa a Capodanno?". La prima volta che ho sentito queste parole, quest'anno, era settembre. Cose simili le noto sempre, un pò come quando alla tivvù vedi il primo spot di Natale. O la tua ragazza ti sussurra: "ho un ritardo". Me ne stavo nella mia solita posizione da Monumento. No, non ero a cavallo, e non stavo chiamando la carica contro il nemico della patria. Su, forza, un po' d'attenzione, parlo del Monumento, quello con la Emme maiuscola, il bar sul mare, quello dove si prendono gli aperitivi. Vabbè. Dicevo, era settembre. Mi sono girato per vedere in faccia il fenomeno che se n'era uscito con quella frase, buttata lì con noncuranza, manco fosse normale parlare di Capodanno quando sei in calzoncini corti a prendere il sole con un Cuba Libre in mano. Non che mi interessasse sapere chi fosse, non era al mio tavolo, e già era qualcosa, ma sentivo di dovergli un'occhiata perplessa. E finalmente ci siamo. E' quasi Capodanno. Da qual giorno il mondo ha continuato a girare, come sempre: l'estate è finita, c'è stato un doveroso autunno, infine è arrivato l'inverno. Ora mi sento autorizzato a discutere i miei progetti per l'ultimo dell'anno. E' stata una decisione sofferta e contrastata, che ha coinvolto me e i miei amici per 10 interminabili secondi. "Vicoli?" "Vicoli". Appunto. Un tempo decisamente commensurato all'importanza della decisione e al valore che io attribuisco all'evento stesso.
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Hardla Claussabato, 25 dicembre 2004 - 17:58Spirito Natalizio....
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sabato, 18 dicembre 2004 - 13:46La Cina è vicina Sarà che per l'inevitabile frenesia agli acquisti mi ritrovo a girare in mezzo a gente che, altrimenti, eviterei volentieri. Ma ho scoperto che Genova è invasa da aspiranti cinesi. Schiere di persone con il volto colorato di un giallo innaturale. Mi sono fatto spiegare il motivo: quello che ho capito è che non ci troviamo di fronte a un'improvvisa epidemia di itterizia. Peccato, perché il fenomeno sembra colpire un genere di persone che colpirei io, in ben altra maniera. Si dice che io sia troppo intransigente e netto nei miei giudizi. Vabbé, visto che siamo sotto Natale, prometto di non discriminare più nessuno per il colore della sua pelle. Aspetterò che parlino di tabelle personalizzate di fitness, prima di giudicarli degli idioti.
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giovedì, 16 dicembre 2004 - 11:34Fenomenologia del pattume Sono sempre stato un teledipendente. Lo riporto come un dato di fatto, senza vergogne o pregiudizi del tipo "fa tanto fico dire che io la tivù non la accendo mai, perché io leggo solo libri e al massimo, toh, una rassegna di Bergman, quando si degnano di trasmetterla".
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lunedì, 13 dicembre 2004 - 12:29C'è doppiaggio e doppiaggio Da qualche anno, a quelli che mi fermano per starda per chiedermi un parere, io rispondo: i doppiatori italiani sono troppo bravi, fanno sembrare credibili attori che in lingua originale fanno schifo.
hardla ha decretato che questa perla di saggezza va archiviata nelle categorie: tv
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