Il Resuscita-Post

Diamo una seconda chance a post vecchi e ormai dimenticati, ripescati a caso dall'archivio del blog.

Facciamoli rivivere!



Gli Orribili Terroristi Alieni Venuti dall'Etere Assurdo

Like it were Antani

Dizionario minimo Hardla-Italiano, parte 1

Alle Cappe

STIAMO LAVORANDO PER VOI, e per noi naturalmente. Le nuove Cappe riapriranno il prima possibile in una nuova sede, in Vico del Dragone, a due passi da Porta Soprana. Sempre che si finiscano i lavori.

LeAntiche Cappe Rosse sono il circolo ARCI più bello del mondo, o almeno di Genova, vabbé sicuramente di Vico del Dragone. Ma anche lì non ci metto la mano sul fuoco.

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nube che corre - un blog genoano

blog di merda


giovedì, 27 gennaio 2005 - 11:30

Quelle belle sigle d'una volta... 3

Gordian

Quand'ero piccolo uno dei cartoni che più mi spaventava era Gordian. A prima vista non sembra troppo diverso dalle altre serie dell'epoca, robottoni che combattono i cattivi, ma presenta degli elementi di novità che lo rendono, oggi, godibile anche (e soprattutto) a un pubblico più maturo. Per chi non lo ricordasse, Gordian era un robot formato da tre unità che si inservano una nell'altra, come una matrioska futuribile. Daigo, il pilota, entrava dentro il più piccolo dei tre robot, che potevano operare separatamente o unirsi per formare il Gordian.

Gordian era un cartone "da grandi", merito soprattutto di una sceneggiatura complessa e accattivante. Un serial che si Gordiandipanava in modo coerente. Le puntate non presentavano il solito cliché: nemico, distruzione, allarme, eroe, combattimento, vittoria. Spesso erano interlocutorie, funzionali alla trama. E anche quando la puntata si concludeva con una vittoria, una voce fuori campo ci ricordava tutti gli ostacoli che gli eroi dovevano ancora superare, gettando ombre oscure sul loro futuro. Atmosfere cupe e malinconiche, deserti postnucleari che, volutamente, richiamavano il far west. La terra era un pianeta morente dal quale bisognava fuggire, era un "vivi e lascia morire" che metteva buoni e cattivi sullo stesso piano. In più, i buoni morivano sul serio, lasciando agli amici sentimenti di dolore e vendetta.

Ho avuto la fortuna di rivedere recentemente alcune puntate di Gordian, su una qualche emittente locale. Mi è piaciuto davvero, molto più di quello che ricordavo. L'unica cosa che stonava era, ahimé, la sigla. Troppo leggera, troppo frivola. Adatta forse a qualsiasi altro cartone di robottoni, ma poco in sintonia con lo spirito di questa serie. Non so se il cantante dei Superrobots fosse Mal, forse l'amico Tambu ne sa qualcosa in più. Quello che è certo è che ogni volta che sento il suo accento marcatamente inglese, in moltissime sigle dell'epoca, mi viene in mente Furia. E la cosa non è positiva.

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In due parole...

martedì, 25 gennaio 2005 - 17:11

Dai su, ce l'abbiamo tutti un amico che ci telefona alle ore più assurde per chiederci, visto che noi siamo quelli che se n'intendono (mah), "se per caso mi puoi raccontare in due parole il film XYZ". Mmmmm, recensioni brevi, proviamo a vedere che viene fuori....

L'Ultimo Samurai
(versione reale)
Tom Cruise guida 500 samurai in una battaglia suicida. Loro muoiono, lui no. E non si spettina neppure.

L'Ultimo Samurai
(per amici rompiballe)
Dopo il tremendo bollito della nonna, padre e figlio si sfidano a duello per aggiudicarsi l'ultimo ambitissimo stuzzicadenti di legno.

JFK
Muore un presidente, muore il sospettato, muore l'assassino del sospettato, muoino decine di testimoni, muoiono gli informatori. Un procuratore cerca di portare il caso in tribunale, e non combina nulla, ma almeno non muore.

Gli Intoccabili
Al Capone è un gangster malvagio e la polizia ha paura di lui. Quelli delle tasse sono più duri dei poliziotti e lo mettono dentro per evasione fiscale.

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Tanti auguri

martedì, 25 gennaio 2005 - 11:29

Post dedicato ad un amico che ha compiuto gli anni qualche giorno fa. Ogni fatto a cose, persone e situazioni reali è, ovviamente casuale. Dio mi strafulmini se ho mai visto accadere uno o più eventi presenti in questa lista, che deve essere considerata solo un frutto della mia fantasia malata.

5 indizi che stai invecchiando:

1) Trovi troppo alta la musica nei locali;

2) Litighi col DJ, incazzato con te perché gli hai abbassato il volume dall'amplificatore centrale;

3) Ordini una camomilla del Kenya mentre il resto del locale si alcoolizza;

4) Non conosci "California" dei Phantom Planet e non sai perché è famosa;

5) Hai compiuto 33 anni e non ti hanno ancora dedicato una religione.

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lunedì, 24 gennaio 2005 - 15:58

"I can't forget, but I don't remember what"
Leonard Cohen

I miei demoni attaccano di notte, chiamateli incubi o sogni, non è importante. Usano la notte per dirmi cose che di giorno riesco a ignorare. Mi mostrano i miei errori, i miei desideri, le cose che dovrei o che vorrei fare. Sanno dove colpirmi e hanno un'ottima mira. Sono i miei amici più sinceri e spietati, sono la parte di me che per pigrizia, più che codardia, ho da tempo scelto di non ascoltare. Mi mettono a disagio, e sa iddio quanto ne abbia bisogno. Mi tolgono di dosso le calde coperte, mi costringono a muovermi.
Ma sono infidi, come tutti i demoni. Se ne vanno alla prima luce, lasciandomi una vaga sensazione di turbamento. Non riesco a dimenticare, ma non ricordo più che cosa.

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domenica, 23 gennaio 2005 - 00:40

Ci sono quelle sere che te ne stai sulla passeggiata di Nervi e vedi le luci di Recco e Camogli brillare a intermittenza come fossero le luminarie di un albero di Natale. E lo sai che è tutta roba di lunghezze d'onda, frequenze e densità dell'atmosfera. Ma in fondo a te sembrano lo stesso tante piccole luminarie di un albero di Natale distante distante.

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venerdì, 21 gennaio 2005 - 16:03

Venerdì....

Vuoi vedere che stasera non me ne vado in giro a bere nei vicoli come al solito? E' che tutti i miei soliti compagni d'alcoolismo non sono in città. Quello che abita a Ronco è a Londra, quello che vive in Germania è in Germania, quello che è nato a Sori sarà da qualche parte nel triveneto. E io? Vabbè me ne vado a vedere il Genoa, che almeno una volta tutti 'sti cavolo di anticipi e posticipi servono a qualcosa.

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giovedì, 20 gennaio 2005 - 10:42

Verissimo!

Cristina Parodi: "Parleremo di Manuela Arcuri e Aldo Montano, che fanno decisamente una gran bella coppia"

Wanna Marchi: "Ho deciso che farò un intervento di chirurgia plastica. Voglio vivere per sempre, per fare un dispetto a chi mi vuole male."

Cristina Parodi: "Il sondaggio di oggi è: preferite la donna pantera o la donna gattina?"

Ma porca putt...... click.... 

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mercoledì, 19 gennaio 2005 - 12:25

Le ultime parole famose......

Okay, dopo aver discusso di argomenti un po' pesanti, ritorno alla levità che mi è più congeniale. E quindi oggi parliamo di morte. Di morte al cinema, per essere più precisi. Spesso i personaggi di film famosi proprio non riescono a morire in silenzio, devono chiosare con una frase, o una parola, che dia senso alla loro vita. Ecco alcune delle ultime parole più celebri, sono le prime che ho potuto ricordare, ma se ne volete suggerirne altre, siete i bevenuti!

"Rosabella"
Charles Forster Kane - Quarto Potere

Per tutto il film i giornalisti si chiedono che cazzo significa "Rosabella": una donna amata, un cavallo puntato alle corse, il delirio di un uomo morente. Alla fine, non riuscendo a scoprire il significato di questa misteriosa parola, abbandonano l'inchiesta. Peccato. Se avessero avuto la pazienza d'aspettare la fine del film avrebbero capito che, in fondo, si trattava della cosa più ovvia: una slitta.

 


 

"Avevi ragione, avevi ragione nei miei riguardi. Di' a tua sorella che avevi ragione"
Darth Vader - Il ritorno dello Jedi

In punto di morte Darth Vader ha il coraggio di ammettere che da anni soffre di prostata. Luke lo sapeva, nonostante lo scetticismo di Leia. Come faceva ad esserne sicuro? Facile, è ereditaria.

 


 

"Io ne ho viste di cose, che voi umani non potreste immaginarvi, navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione, e ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannauser, e tutti quei momenti andranno perduti nel tempo come lacrime nella pioggia. E’ tempo di morire."
Roy Batty - Blade Runner

Forse le ultime parole più famose della storia del cinema. Pazzesco, considerato che non significano un cazzo. Molti, però, ignorano che questa intensa sequenza ha il merito d'aver portato alla celebrità uno dei più acclamati divi di Hollywood. No, Harrison Ford era già famoso. No, non è neppure Rutger Hauer. Sto parlando della colomba: in seguito diventerà l'attore feticcio di John Woo, che l'inserirà in tutti i suoi film.

Una menzione particolare merita una battuta, non particolarmente ispirata invero, ma così efficace, nella sua semplicità, che molti sceneggiatori hanno deciso di sfruttarla in situazioni di questo genere:

"AAAAAARGH"
A volte le soluzioni più facili sono le migliori!

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Il Gran Premio Cotonata D'Oro, per aggiudicare la palma di canzone più truzza degli anni '80, è finito. Ha vinto The Wild Boys, dei Duran Duran. Se volevate far vincere qualcun altro, peggio per voi. Ormai è finita.

I risultati completi li potete trovare in questa pagina.

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