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giovedì, 27 gennaio 2005 - 11:30Quelle belle sigle d'una volta... 3 Gordian Quand'ero piccolo uno dei cartoni che più mi spaventava era Gordian. A prima vista non sembra troppo diverso dalle altre serie dell'epoca, robottoni che combattono i cattivi, ma presenta degli elementi di novità che lo rendono, oggi, godibile anche (e soprattutto) a un pubblico più maturo. Per chi non lo ricordasse, Gordian era un robot formato da tre unità che si inservano una nell'altra, come una matrioska futuribile. Daigo, il pilota, entrava dentro il più piccolo dei tre robot, che potevano operare separatamente o unirsi per formare il Gordian. Gordian era un cartone "da grandi", merito soprattutto di una sceneggiatura complessa e accattivante. Un serial che si Ho avuto la fortuna di rivedere recentemente alcune puntate di Gordian, su una qualche emittente locale. Mi è piaciuto davvero, molto più di quello che ricordavo. L'unica cosa che stonava era, ahimé, la sigla. Troppo leggera, troppo frivola. Adatta forse a qualsiasi altro cartone di robottoni, ma poco in sintonia con lo spirito di questa serie. Non so se il cantante dei Superrobots fosse Mal, forse l'amico Tambu ne sa qualcosa in più. Quello che è certo è che ogni volta che sento il suo accento marcatamente inglese, in moltissime sigle dell'epoca, mi viene in mente Furia. E la cosa non è positiva.
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In due parole...martedì, 25 gennaio 2005 - 17:11Dai su, ce l'abbiamo tutti un amico che ci telefona alle ore più assurde per chiederci, visto che noi siamo quelli che se n'intendono (mah), "se per caso mi puoi raccontare in due parole il film XYZ". Mmmmm, recensioni brevi, proviamo a vedere che viene fuori.... L'Ultimo Samurai L'Ultimo Samurai JFK Gli Intoccabili
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Tanti augurimartedì, 25 gennaio 2005 - 11:29Post dedicato ad un amico che ha compiuto gli anni qualche giorno fa. Ogni fatto a cose, persone e situazioni reali è, ovviamente casuale. Dio mi strafulmini se ho mai visto accadere uno o più eventi presenti in questa lista, che deve essere considerata solo un frutto della mia fantasia malata. 5 indizi che stai invecchiando: 1) Trovi troppo alta la musica nei locali; 2) Litighi col DJ, incazzato con te perché gli hai abbassato il volume dall'amplificatore centrale; 3) Ordini una camomilla del Kenya mentre il resto del locale si alcoolizza; 4) Non conosci "California" dei Phantom Planet e non sai perché è famosa; 5) Hai compiuto 33 anni e non ti hanno ancora dedicato una religione.
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lunedì, 24 gennaio 2005 - 15:58"I can't forget, but I don't remember what" I miei demoni attaccano di notte, chiamateli incubi o sogni, non è importante. Usano la notte per dirmi cose che di giorno riesco a ignorare. Mi mostrano i miei errori, i miei desideri, le cose che dovrei o che vorrei fare. Sanno dove colpirmi e hanno un'ottima mira. Sono i miei amici più sinceri e spietati, sono la parte di me che per pigrizia, più che codardia, ho da tempo scelto di non ascoltare. Mi mettono a disagio, e sa iddio quanto ne abbia bisogno. Mi tolgono di dosso le calde coperte, mi costringono a muovermi.
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domenica, 23 gennaio 2005 - 00:40Ci sono quelle sere che te ne stai sulla passeggiata di Nervi e vedi le luci di Recco e Camogli brillare a intermittenza come fossero le luminarie di un albero di Natale. E lo sai che è tutta roba di lunghezze d'onda, frequenze e densità dell'atmosfera. Ma in fondo a te sembrano lo stesso tante piccole luminarie di un albero di Natale distante distante.
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venerdì, 21 gennaio 2005 - 16:03Venerdì.... Vuoi vedere che stasera non me ne vado in giro a bere nei vicoli come al solito? E' che tutti i miei soliti compagni d'alcoolismo non sono in città. Quello che abita a Ronco è a Londra, quello che vive in Germania è in Germania, quello che è nato a Sori sarà da qualche parte nel triveneto. E io? Vabbè me ne vado a vedere il Genoa, che almeno una volta tutti 'sti cavolo di anticipi e posticipi servono a qualcosa.
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giovedì, 20 gennaio 2005 - 10:42Verissimo! Cristina Parodi: "Parleremo di Manuela Arcuri e Aldo Montano, che fanno decisamente una gran bella coppia" Wanna Marchi: "Ho deciso che farò un intervento di chirurgia plastica. Voglio vivere per sempre, per fare un dispetto a chi mi vuole male." Cristina Parodi: "Il sondaggio di oggi è: preferite la donna pantera o la donna gattina?" Ma porca putt...... click....
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mercoledì, 19 gennaio 2005 - 12:25Le ultime parole famose...... Okay, dopo aver discusso di argomenti un po' pesanti, ritorno alla levità che mi è più congeniale. E quindi oggi parliamo di morte. Di morte al cinema, per essere più precisi. Spesso i personaggi di film famosi proprio non riescono a morire in silenzio, devono chiosare con una frase, o una parola, che dia senso alla loro vita. Ecco alcune delle ultime parole più celebri, sono le prime che ho potuto ricordare, ma se ne volete suggerirne altre, siete i bevenuti! "Rosabella" Per tutto il film i giornalisti si chiedono che cazzo significa "Rosabella": una donna amata, un cavallo puntato alle corse, il delirio di un uomo morente. Alla fine, non riuscendo a scoprire il significato di questa misteriosa parola, abbandonano l'inchiesta. Peccato. Se avessero avuto la pazienza d'aspettare la fine del film avrebbero capito che, in fondo, si trattava della cosa più ovvia: una slitta.
"Avevi ragione, avevi ragione nei miei riguardi. Di' a tua sorella che avevi ragione" In punto di morte Darth Vader ha il coraggio di ammettere che da anni soffre di prostata. Luke lo sapeva, nonostante lo scetticismo di Leia. Come faceva ad esserne sicuro? Facile, è ereditaria.
"Io ne ho viste di cose, che voi umani non potreste immaginarvi, navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione, e ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannauser, e tutti quei momenti andranno perduti nel tempo come lacrime nella pioggia. E’ tempo di morire." Forse le ultime parole più famose della storia del cinema. Pazzesco, considerato che non significano un cazzo. Molti, però, ignorano che questa intensa sequenza ha il merito d'aver portato alla celebrità uno dei più acclamati divi di Hollywood. No, Harrison Ford era già famoso. No, non è neppure Rutger Hauer. Sto parlando della colomba: in seguito diventerà l'attore feticcio di John Woo, che l'inserirà in tutti i suoi film. Una menzione particolare merita una battuta, non particolarmente ispirata invero, ma così efficace, nella sua semplicità, che molti sceneggiatori hanno deciso di sfruttarla in situazioni di questo genere: "AAAAAARGH"
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