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Suggestione...lunedì, 28 febbraio 2005 - 11:41"For he, himself, has said it, For he might have been a russian But in spite of all temptations Gilbert & Sullivan - HMS Pinafore L'abito da pomeriggio, lana scura d'inverno, il cilindro, lino color crema d'estate, il panama. I giornali della sera, la pipa, la fischetta del whisky. Il Grand Tour, scomodo, obbligatorio. Il club, il biliardo, il tabacco importato dalle colonie. La partita a whist, il Porto dopo pranzo, la caccia. Per il Re, per Dio e per l'Impero. Snob, impacciato, arguto, rigido, educato, riservato. Gentiluomo ottocentesco. Englishman.
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Nientesabato, 26 febbraio 2005 - 13:57Stamattina non mi sono svegliato, sono rimasto a ieri sera, ai tanti ieri sera che ho visto e non vissuto. Il cervello si muove ma il corpo rimane fermo. Niente di strano. Niente di brutto. Insomma, un confortevole niente.
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Hardla per il socialevenerdì, 25 febbraio 2005 - 15:17Uno Spot per la terza età
E' andata a Roma a fare la valletta di Amadeus, a girare per le feste-bene, a uscire con i calciatori. Mia nonna me l'aveva detto che nel suo palazzo abitava Anna, una ragazza molto carina che lavorava in tivvù, ma non le avevo mai prestato attenzione. E non sospettavo fosse fatta cosi'! Non l'ho mai vista. Per me ormai è tardi, ma per voi ancora c'è speranza. Se cercate un buon motivo per far visita agli anziani, se il solo amore non basta, pensate che potreste avere l'occasione di incontrare una roba così, prima che sia troppo tardi.
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ARTErnativamercoledì, 23 febbraio 2005 - 21:33E ci risiamo. Mi sembra giusto fare di nuovo pubblicità ad ARTErnativa, una mailing list FANTASTICA, curata da tre persone estremamente competenti e preparate. E non lo dico solo perché sono uno dei tre. E nemmeno perché lo è Spassky. E neppure perché l'altro si chiama Alberto e non ha un blog. E neanche perché è vero. Lo dico perché ne ho voglia. Ogni domenica questi tre ometti molto ammodo, si fanno in quattro (ma non eravate tre? vabbé...) per rendere noto tutto ciò che le lobby dell'arte vi hanno voluto tenere nascosto per secoli: il vero significato dei capolavori che avete sempre ammirato. Significati a volte sconvolgenti, spesso imbarazzanti, quasi sempre idioti, che per convenienza si è cercato di mascherare con l'aiuto di compiacenti critici d'arte. Ma per fortuna i vostri paladini dell'olio su tela, gli eroi mascherati della tecnica mista, hanno scoperto tutto e ora ve lo rivelano. GRATIS. Certo, molti iscritti si sono spontaneamente offerti di ricompensarci, e chi siamo noi per contraddirli, ma sappiate che non è obbligatorio. Se siete in imbarazzo e non sapete cosa regalarci per dimostrare tutta la vostra stima, un consiglio: andate sul semplice. Soldi. E figa. Vanno bene su tutto. Iscriversi è molto facile, basta mandare una e-mail all'indirizzo: arternativi-subscribe@yahoogroups.com Probabilmente sono bastate queste poche righe per farvi fiondare ad iscrivervi. Ma, nel caso non siate ancora convinti, eccovi un numero arretrato... ----------------------------- Henri Matisse ![]() Quante volte abbiamo visto dei ritratti simili: una donna addormentata su una poltrona, fasciata in un tendone verde, con delle babbucce orribili. Non è particolarmente originale, lo ammetto. Quando quest'opera uscì non ebbe un grande successo, per questo, l'anno seguente, venne riproposta in una confezione doppia con il suo "dietro le quinte", per attirare i collezionisti. Henri Matisse
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Tele-visionilunedì, 21 febbraio 2005 - 20:08["Cinematografo", trasmissione visibile da qualche parte nella notte di RAI1] Marzullo: "Si fida più del giudizio dei critici o del pubblico?" Hardla: "Mi fido del mio. Raramente sono in disaccordo con me stesso." Marzullo: "Una battuta sagace. Si spieghi meglio." Hardla: "Con piacere. Per farle un esempio, non ho bisogno di leggere una recensione o sentire il parere della gente per dirle che Provincia Meccanica è una troiata clamorosa." [I critici presenti in studio sorridono visibilmente, scambiandosi high-five con nonchalance] Marzullo: "Però ha dovuto guardare il film." Hardla: "Si, questo è l'inconveniente principale." Marzullo: "Bene, amici della notte, con questo la puntata giunge al termine. Ringrazio i gentili ospiti che sono intervenuti stasera. L'appuntamento è per la settimana prossima, se avrete la bontà di seguirci. Buona notte." [mentre la telecamera allarga su una panoramica dello studio e prima che la dissolvenza sfumi sul nero, si intravvede Hardla che piange, portando le mani al volto, consolato dai critici cinematografici...]
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Un consiglio...sabato, 19 febbraio 2005 - 14:47
ARRENDITI!!
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E che...sabato, 19 febbraio 2005 - 12:55E che è uno di quei giorni che ti sveglia il campanello e vai ad aprire e ti trovi davanti Jamiroquai che suona quel suo funky un po' finto, e non puoi non ballare. E che apri la finestra e non ti importa se fa freddo. E che la tua gatta furba ha voglia di correre per il corridoio e ti metti laggiù in fondo a cronometrarla, per vedere se batte il suo record. E che per pranzo mangi merluzzo pucciato nel té Earl Gray, agitato non mescolato. E che la sigaretta, in una solenne cerimonia di seppuku, si accende da sola e ti salta in bocca dal lato giusto. E che ti guardi allo specchio e riesci finalmente a vederti. E che non sai dove sei e non t'importa. E che arriva la pioggia e spegne il fuoco dai monti dietro casa, e che i piromani se ne vanno via tutti zuppi e incazzati. E che ti accorgi di scrivere cose senza senso che ti descrivono benissimo. E che venne il gatto che si mangiò il topo che al mercato mio padre comprò. E che schiacci "pubblica post" e vaffanculo.
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Il futuro mai vistovenerdì, 18 febbraio 2005 - 17:14La tecnologia, non diversamente da tutto ciò che ha a che fare con l'uomo, è soggetta a mode mutevoli. Per un breve periodo la fascinazione mediatica per un certo prodotto o settore diventa talmente forte da arrivare a prevederne una diffusione massiccia nel giro di pochi mesi. Poi, però, passano gli anni e di quel prodotto non si sente più parlare, se non nei distratti ricordi della gente. Che è accaduto nel frattempo? Non esiste una risposta unica: a volte si tratta di esagerazioni giornalistiche, altre volte la tecnologia si evolve talmente in fretta da rendere obsolete le prospettive passate, spesso non si è trovato un reale utilizzo pratico per meccanismi effettivamente funzionanti. Nella maggioranza dei casi, però, è il mercato a decretare l'abbandono di un prodotto o della tecnologia necessaria a crearlo. Il caso più clamoroso è quello della DeLorean, la famosa automobile di Ritorno al Futuro. Fu creata per essere l'automobile del futuro, dalle linee innovative, e per questo motivo scelta dagli autori del film (famosa la gag dell'auto nel granaio e del bambino che mostra il fumetto al padre). Pochi però sanno che, all'epoca in cui Ritorno al Futuro fu girato, la fabbrica DeLorean era fallita da un paio d'anni. Quando ero piccolo sembrava che, nel giro di pochi anni, ogni famiglia avrebbe delegato le faccende di casa a robot dalle fattezze quasi umane. Ricordo numerosi articoli sulle riviste d'informatica che presentavano questi primi robot domestici, con tanto di prezzi e tabelle comparative tra i vari modelli, fino a farli diventare fenomeni di costume. Erano rozzi, erano inutili, erano in pratica macchinine radiocomandate con sopra un Commodore 64. Ma esistevano e venivano venduti, e la gente, giornalisti in testa, pensava veramente che la tecnologia li avrebbe resi indispensabili in breve tempo. Poi sono spariti, almeno per il grande pubblico. Ogni tanto spunta fuori, in qualche TG, un robot giapponese che riesce a camminare da solo e persino a stringere la mano ai divertiti spettatori di qualche fiera. Ma è tutto lì, per ora. Il Laser Disc è stato un caso davvero sfortunato, è nato troppo presto, grazie a Dio. Era un supporto analogo al CD, ma grosso quanto un 33 giri, che poteva contenere un film con audio stereofonico e più lingue selezionabili. Ricorda qualcosa? Beh, si, un GROSSO DVD, ma meno capiente, tanto che spesso bisognava girarlo a metà film. I laser disc sono rimasti nella memoria comune per i videogiochi innovativi che lo sfruttavano, quando penso a Dragon's Lair mi scende ancora una lacrimuccia. Conosco un tizio che, possedendo un laser disc, non si è ancora arreso al DVD, e si aggira minaccioso per le fiere dell'usato, cercando nuovi film da comprare. Ammiro la sua capacità di fare a pugni con la realtà. Internet 1995, quando la maggioranza delle persone non aveva mai ancora toccato un browser web, la nuova frontiera degli internauti era il VRML (virtual reality modelling language). Questi inguaribili sognatori avevano immaginato un futuro più interattivo per la rete futura, un universo tridimensionale in cui i siti erano esplorabili come nei videogiochi. I tempi di scaricamento, allora, erano terribilmente alti e, alla fine, c'erano molte possibilità che tu non trovassi niente da esplorare. Dieci anni dopo internet è rimasta bidimensionale, ma i produttori di giochi online ringraziano per l'idea.
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