Il Resuscita-Post

Diamo una seconda chance a post vecchi e ormai dimenticati, ripescati a caso dall'archivio del blog.

Facciamoli rivivere!



Gli Orribili Terroristi Alieni Venuti dall'Etere Assurdo

Like it were Antani

Dizionario minimo Hardla-Italiano, parte 1

Alle Cappe

STIAMO LAVORANDO PER VOI, e per noi naturalmente. Le nuove Cappe riapriranno il prima possibile in una nuova sede, in Vico del Dragone, a due passi da Porta Soprana. Sempre che si finiscano i lavori.

LeAntiche Cappe Rosse sono il circolo ARCI più bello del mondo, o almeno di Genova, vabbé sicuramente di Vico del Dragone. Ma anche lì non ci metto la mano sul fuoco.

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nube che corre - un blog genoano

blog di merda


Altre testimonianze

martedì, 31 maggio 2005 - 00:02
Pensieri sparsi sui testimonial, e mo' vediamo se Eco mi copia pure queste.... poi però dopo questo post provo a smettere, come con le sigarette...
  • AGGIORNAMENTO: stavo girellando per le tv locali e eccolo lì, lui, l'unico che può sfidare Sparviero, quello dell'Uragano di Rivarolo. come ho fatto a dimenticarlo! meno famoso, forse, ma altrettanto personaggio, e l'età è dalla sua parte, sul lungo periodo può darci ancora molte soddisfazioni...
  • mi sembra strano vedere (sentire... ok) la Gialappa's Band che fa uno spot in tv. di una banca, poi.....
  • questa me la suggerisce Dedee: a Genova abbiamo anche noi il nostro Giovanni Rana, il signor Ottica Sparviero. e' senza dubbio un personaggio. i suoi spot sono tanto efficaci quanto imbarazzanti, soprattutto quello in cui compare a torso nudo....
  • sul blog di Beppe Grillo c'è un articolo su testimonial famosi che prestano il volto a finanziarie oscure, ho visto che tra i commenti c'è anche almeno una replica di una interessata, Emanuela Folliero, ma non ho avuto la forza di leggere tutto quanto.... quando un post fa 500 commenti supera di molto la mia già scarsa soglia d'attenzione....
  • sono già tre spot della TIM che l'attore che fa Diego è cambiato. io non me ne sono accorto, l'ho letto da qualche parte. ho ancora negli occhi le quatro papereeeelleee....
  • nel mio piccolo, e mio malgrado, sono diventato quasi testimonial dell'iniziativa Mostre in Albergo. è successo che l'altro giorno qualcuno di Mentelocale è capitato qui e ha notato la mia foto di Corte Lambruschini, e l'ha voluta inserire nell'articolo, citandomi come fonte... se solo avesse saputo che collaboro con ARTErnativa...
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Parole Misteriose

lunedì, 30 maggio 2005 - 18:01
Sono anni che ci penso. Beh, ogni tanto, non è che sto sempre lì a chiedermi la stessa cosa. Oppure si, ma comunque non questa. Vabbé, per farla breve, se a Genova lasci scivolare in un discorso calcistico la parola MEALI, ci sono buone probabilità che il tuo interlocutore sappia di che stai parlando. In qualsiasi altra parte d'Italia, no.

Il MEALI (pron. "meàli", sost. masch. irr., pl. "meali") è ciò che tutti quanti chiamano "rimessa dal fondo" e si usa solo in ambito calcistico. Alcune frasi tipiche: "Vai a  battere il meali!", "Arbitro, non è angolo, è meali!" (ma se l'arbitro non è di Genova è difficile che capisca, cosa comunque irrilevante, tanto la decisione non la cambiano mai).

E' una parola che arriva direttamente dai miei ricordi delle elementari, un po' come bastinchio o stazzo (frase tipica: "quel bastinchio è stazzo a battere i meali") ma, non essendo un insulto, è ancora più misterioso il modo in cui questa parola ha avuto origine e diffusione. Nemmeno Google mi ha potuto aiutare... mah...
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Hardla e il tennis - Parte 1

venerdì, 27 maggio 2005 - 11:33
Tra gli anni '70-'80 lo sport in voga era il tennis. Eserciti di piccoli e grandi Panatta invadevano campi in terra rossa o cemento, spuntati chissà quando sulle alture della città. Nella mia famiglia il tennis è arrivato grazie al declino fisico di mio padre, tutta colpa dei primi segni di quel rilassamento addominale che, col tempo, è diventato la caratteristica più distintiva del vecchio genitore. "Ho la pancetta, vado a giocare a tennis", frase incredibile se pronunciata da uno che considerava ginnico portarsi la tazzina di caffé alla bocca un paio di volte al giorno.

Stimati professionisti, rispettati geometri, tutti quanti in pellegrinaggio alla mecca del tennis genovese, il mitologico "Mauri Sport". Nessuno sa se il tal Mauri esistesse davvero, ma se siete stati allo stadio di Genova in quegli anni avrete sicuramente sentito lo slogan "Mio nonno vestiva da Mauri, mio padre veste da Mauri e io, che sono giovane, vesto da Mauri". Ma a 'sto punto mi domando: se Mauri è mai esistito, negli anni '80 doveva avere circa 110 anni, il che rendeva grottesco il nome "Mauri Sport" dato alla nuova filiale sportiva del famoso negozio d'abbigliamento. A meno che, naturalmente, non  vogliamo considerare la respirazione un gesto atletico.
Comunque, da "
Mauri Sport" ci trovavi tutto il necessario e, soprattutto, tutto il superfluo: racchette in alluminio talmente aerodinamiche (la fibra di carbonio sarebbe arrivata solo qualche anno dopo, quando tutti ormai avevano smesso) che se non stavi attento volavano da sole, per questo molti compravano anche delle borse per chiudercele dentro, palline fosforescenti antinebbia, polsini e fasce frontali di spugna a bande rosse e blu, modello Jimmy Connors, compresa una lista d'insulti in inglese da pronunciare all'arbitro. Per molti di loro la fatica del tennis iniziava e terminava nello stesso momento, alla cassa di Mauri.

Mio padre è sempre stato un teorico, ha sempre avuto bisogno di solidi supporti morali e filosofici a conforto delle sue azioni. Solitamente supporti cartacei, libri perlopiù, quasi sempre totalmente inutili. Per questo ricordo con affetto il momento in cui ho scoperto, ingiustamente nascosto in un armadio in campagna, IL capolavoro, il libro definitivo sullo sport coi punteggi più stronzi della storia. "Il tennis facile" di Gianni Clerici. Per chi non lo sapesse, Gianni Clerici è un giornalista sportivo slash poeta, famoso per le sue telecronache con l'amico Rino Tommasi, ore e ore di diretta a parlare di gossip o a commentare le forme statuarie della tal tennista. Uno spettacolo. La partita finivi per non seguirla, ma al termine della telecronaca potevi a buon titolo sostenere una dotta conversazione circa il ciclo mestruale di Gabriela Sabatini.
"Il tennis facile" è un manuale di tennis.
Illustrato.
A fotografie.
Molte fotografie.
Di Gianni Clerici.
In pantaloncini.
Ogni colpo è spiegato con dovizia di particolari, per mezzo di favolosi scatti che ritraggono il popolare maniaco sessuale, già allora pelato, con pancetta e occhiali da nerd, eseguire aperture, servizi, rovesci e voleé. Con quel suo inimitabile stile che l'ha reso celebre in tutti i club di scambisti di Roma. Oltre, naturalmente, al suo vezzo di voler sempre scambiare Rino Tommasi, truccato alla meglio e con parrucca modello Raffaella Carrà. Ma nessuno c'è mai cascato, pare.

Nella prossima puntata cercherò di rispondere a gravi questioni rimaste in sospeso, del tipo:
"Ma tuo padre ha mai giocato a tennis? E tu?"
"Che misura di reggiseno porta Maria Sharapova? E Rino Tommasi?"
"E' vero che far l'amore a nord di Trieste è un'esperienza deludente?"
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Alleluia

giovedì, 26 maggio 2005 - 12:51
BallerinaE' che è uno di quei mezzogiorno che per qualche motivo metafisico la stanza è in ordine. Il sole m'ha svegliato alle 7.30 di un umore che dire ottimo è fare un torto ai tifosi del Liverpool, ma ci siamo quasi. Jeff Buckley sta soffiando la sua versione di Halleluyah... no, com'era... Halleluja... Alleluia, vabbè quella lì, quella di Leonard Cohen, ci siamo capiti. E non la soffia mica male, comunque. I miei capelli sono sempre lunghi, ma hanno un appuntamento col patibolo, lì vedrò cadere uno a uno e godrò della loro sconfitta. Che poi non è che abbia quel granché da raccontare, volevo ravvivare un po' questo blog che da un po' sto raschiando il fondo del barile per tenerlo vivo in modo quasi decente. Spero di portarmi quest'umore fino al uichend che ci sono i Tedeschi in città, gli amici da ritrovare, c'è la partita sabato, ci sono Cuba Libre da bere, gite da fare, spiagge da calpestare, il sole da salutare (oddìo detta così sembra qualche pratica niu-eig, diciamo che voglio andare al mare, che è meglio, vah). Che poi c'ha pure ragione Spassky, ma oggi sono quello del bicchiere mezzo pieno e va bene così, dai.

"if ti be your will, that I speak no more, and my voice be still, as it was before..."
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Posti del Belin

martedì, 24 maggio 2005 - 22:35
E' che noi genovesi il mugugno ce l'abbiamo nel sangue. E la cosa di cui proprio non possiamo fare a meno di lamentarci è la nostra città. Poi scopriamo che altri posti sono molto ma molto peggio. Prendete questo villaggio nel nordest della Pennsylvania, che dovrebbero dire loro?

Villaggio del Belin

La cosa strana è che quando mi sono imbattuto in questo cartello non stavo cercando la parola chiave più plausibile.

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Di rane, telefoni e tortelli

lunedì, 23 maggio 2005 - 15:41
Avevo deciso di concludere il discorso. Ma poi è sopraggiunto un fatto clamoroso e improvviso: ho scoperto che Umberto Eco legge il mio blog. Beh, non l'ho scoperto sul serio, diciamo che sembra quasi. Certo che quando sul sito dell'Espresso trovi un articolo di Eco che parla di Testimonial e Giovanni Rana e si intitola "Testimoniarsi addosso - Ormai il signor Rana della tv non è più una persona che viene dalla vita reale, ma un personaggio dell'immaginario pubblicitario", mi viene in mente che robe simili le ho scritte anch'io,  qui e qui. Certo, le ho scritte molto peggio, sono Hardla io, mica Eco. Però delle somiglianze ci sono.

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Facciamoci un po' i cazzi degli altri....

domenica, 22 maggio 2005 - 19:25
C'era una volta Tambu. Tambu, non sapendo come trascorrere la domenica, decise di partecipare a una catena.  Ma non sapeva a chi rispedirla, allora guardò tra i suoi link e scelse Hardla, tra gli altri. Hardla, che evidentemente sa ancor meno di Tambu come impiegare le domeniche, decide di rispondere.

  • Peso dei files musicali su HD e CD: 31 Giga, solo gli emmepitre, però. Se qualcuno della SIAE sta leggendo, specifico che tutti i 31 Giga sono occupati da un unico file audio di me bambino che canto canzoni di Natale, campionato a bitrate altissimo.
  • L’ultimo CD che ho comprato: belin, è passata una vita. Bisogna tornare indietro al capodanno 2000, quando in un eccesso d'entusiasmo comprai in Austria l'album (usato) dei Liquido, successivamente rivenduto a una bancarella.
  • Canzone che sto ascoltando ora: The Animals - House of The Rising Sun
  • Cinque canzoni che ascolto spesso: solo in questo periodo, però...
    - The Killers - Somebody Told Me
    - Franz Ferdinand - Take Me Out
    - Noir Desir - Le vent nous portera
    - Daft Punk - Aerodynamic
    - Muse - Time is Running Out
  • Bloggers che condanno alla catena: metto solo quelli che conosco meglio, che sono allergico ai vaffanculo... ma ai loro ormai ci sono abituato... ma se qualcun altro si vuole offrire spontaneamente, me lo dica che lo segnalerò volentieri!
    - Spassky
    - Dedee
    - Roja30cr (che magari riapre il blog)

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Venerdì pigro e sincero

venerdì, 20 maggio 2005 - 23:21
E' che è una di quelle sere che si lasciano vivere senza fatica, me ne sto sulla poltrona a guardare CSI, oppure scrivo sul blog. Era molto tempo che non passavo un venerdì a casa, non che sia fiero di starmene qui, sia chiaro. In fondo ci passo quasi tutte le sere della settimana e il mio venerdì è un po' come la libera uscita dei militari. Ossia bevo, giro senza meta e sparlo delle donne. No, vabbè, poteva anche andare peggio. Non ho fatto nulla per uscire stasera, sono molto pigro. Qualcuno è alla prima di Guerre Stellari, una di quelle robe che magari inizia a mezzanotte e un minuto e bisogna prenotare con una settimana d'anticipo. Troppo pigro. Gli altri, boh, non so, telefonate non ne ho fatte, avrei potuto, ma il motivo l'avrete già immaginato.
Potevo iniziare uno dei miei soliti post stracolmi di cazzate, oppure una lista, non so. Stasera, invece, sono insolitamente sincero. Pericolosamente poco incline alla mia solita reticenza. Sarà che queste cose costano fatica, l'onestà è più facile, non devi inventare. Anche se inventare non è la parola esatta, in genere non invento, ciò che scrivo di me è fondamentalmente vero, è che bisogna leggere tra le righe e non sempre si ha la voglia o la capacità di farlo. O semplicemente mancano i riferimenti, perché io amo i sottintesi, adoro gli "inside jokes". Che poi non ho mai capito perché l'omissione è equiparata alla menzogna, in fondo dire una verità parziale è comunque meglio di una falsità totale, no? Occhei, sto divagando, ma questo post è nato così, l'avrei chiamato "pensieri in libertà" se non sembrasse il titolo di un brutto libro di poesie.
Ho ancora mezzo pacchetto di sigarette, quindi posso tirare avanti fino a domattina senza dover uscire. Non ho sonno, potrei capitare di nuovo qui. La canzone è The Girl from Ipanema, un buon sottofondo. I capelli, come altre mie faccende in sospeso, avrebbero bisogno d'un bel taglio. Ma stasera non me ne preoccupo. Stasera sono pigro, di testa soprattutto.

Domani mi farò la barba. Il resto, si vedrà.
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Il Gran Premio Cotonata D'Oro, per aggiudicare la palma di canzone più truzza degli anni '80, è finito. Ha vinto The Wild Boys, dei Duran Duran. Se volevate far vincere qualcun altro, peggio per voi. Ormai è finita.

I risultati completi li potete trovare in questa pagina.

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