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Famme rìidee..lunedì, 30 gennaio 2006 - 12:19 Leggo con profondo interesse questo articolo pubblicato dalla prestigiosa testata Nature[*]. Fior di cervelloni si sono scomodati per produrre una ricerca sconvolgente. Invece che lavorare sul serio, costoro hanno scoperto che le donne preferiscono gli uomini che le fanno ridere. L'umorismo è segno d'intelligenza e le donne amano gli uomini intelligenti. Il fatto che questa statistica sia stata redatta da ricercatori universitari non deve comunque dare adito a dubbi sulla sua fondatezza.Spesso infatti, quando eseguo danze buffe in discoteca, vengo approcciato da aspiranti veline che, con fare suadente e occhi ammirati, mi sussurrano all'orecchio dolci parole vagamente allusive, tipo "sono già bagnata, scopami, qui, subito!". Oh, mi capita sempre, eh! Giuro! Mai una volta che riesca a finire il mio Funky Chicken! Provo un po' di pena per quei poveri palestrati dalla fronte bassa che vanno regolarmente in bianco, nonostante le loro stilosissime coreografie e i loro fisici scolpiti. Ma d'altra parte, quando uno c'ha il senso dell'umorismo, si sa, becca alla stragrande! Posso magari credere che gli uomini preferiscano le donne che capiscono il loro umorismo, come emerge dalla seconda parte della illuminante ricerca. Ma anche lì non è che sia una conditio sine qua non. Spesso questi divertentissimi esemplari umani sono anche un tantinello sfigati, e tendono ad accontentarsi di quello che capita. Per come la vedo io, visto che non siamo nel migliore dei mondi possibili, le ragazze continueranno a preferire muscolosi subnormali, possessivi e incazzosi, che le faranno soffrire, ma in fondo in fondo sono tanto dolci. E i ragazzi si accontentranno volentieri di prosperose pin-up, che magari non capiscono le battute, però ci stanno. E se non sono prosperose, o pin-up, pazienza. Basta che ci stiano... A' néciur... ma vaffancuulooo.... [*] L'articolo era effettivamente sul sito della rivista Nature, ma visto che l'hanno messo a pagamento giusto oggi, l'ho linkato da un altro sito...
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Il Grande Macellovenerdì, 27 gennaio 2006 - 12:39La Marcuzzi c'ha le tette grosse. Ecco, così ho attirato la vostra attenzione, che lo so che del Grande Fratello non ve ne frega un cazzo.
E già che parliamo di tette, accendiamo un cero per la prima eliminata, la troietta trevigiana (uh bello, quanto mi piace l'allitterazione, è una delle mie figure retoriche preferite, dopo la figura di merda e la figurina Panini dello scudetto del Genoa). Giovanna, simpatica quanto un attacco di emorroidi, ha dovuto abbandonare la Casa. Di lei rimarranno scolpite indelebili nella nostra memoria le foto sexy (a lato) comparse su internient e le polemiche del parroco del suo paesino, che evidentemente laggiù è l'unico che non è riuscito a farsela, tanto c'aveva il dente avvelenato. E poi basta, che nella casa non ha fatto un cazzo. Ha vinto Elena, simpatica quanto un virus intestinale che ti viene il primo giorno di campeggio e non ti molla per due settimane. Occhi di ghiaccio e lineamenti tanto caratteristici da ricordare alcuni ritratti di Picasso. Inquietante. Sono entrati due nuovi concorrenti. Come la settimana scorsa, neppure stavolta vi risparmio le mie impressioni. Leila: la figa esotica. Dopo il successo di Carolina Marconi gli autori hanno dovuto cambiare genere, mi immagino la loro fatica nel fare tutti quei casting zeppi di fighe dai paesi più fantasiosi, non li invidio. Tunisina, musulmana, porta il velo. Anzi, ne porta sette, per poi toglierseli lentamente quando fa per gli amici la danza del ventre nel locale arabo sotto casa. La rivedremo, per parecchio tempo. Pier Renato: a parte il nome, diciamo, particolare, che si può dire di un uomo che somiglia a Rocco Papaleo? Ha 32 anni, è medico, ed è la classica persona che a prima vista puoi amare, odiare, o trovare indifferente. Da tenere d'occhio, ma con moderazione, vista la rara bruttezza.In nomination: Franco, l'uomo più odioso del mondo, il poeta della porta accanto; Francesca, la 21enne di mezza età, vittima della sua parrucchiera; Augusto, che con gli inquilini non s'è giocato ancora la sua carta più notevole, il rapimento, forse voleva che lo si giudicasse per quello che è, e infatti è stato nominato alla prima occasione. Puntata frenetica, la Marcuzzi lancia televoti a raffica, fa entrare e uscire gente dalla casa manco fosse il Grand Hotel, apre buste, legge buste, grida, ride, fa sorprese, inaugura finalmente la parte Chic della casa, conduce prove, salta, lancia collegamenti e televendite e trova pure il tempo per fare autoironia consigliando a Lucio, che soffre di dissenteria, certi suoi Bifidus... Tutto questo mettendoci 45 minuti in meno di una puntata media di Barbara D'Urso. La prossima puntata gli autori dovranno faticare di più per coglierla impreparata, chennesò, una olimipiade improvvisata tra gli ospiti in studio, un circo a tre piste nel giardino della casa, roba del genere... Se finisce la droga, però è fottuta...
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Una giornata coi fiocchigiovedì, 26 gennaio 2006 - 13:32 Certi giorni va che non ha tanto senso iniziare a scrivere "certi giorni va che". Perché giorni come questo, dalle mie parti, non ne capitano tanto spesso. Perché le bufere di neve, qui a Genova, uno le ricorda col numero dell'anno: "quella del 2004", "quella del 1997", manco fosse un vino o una macchina americana. L'anno scorso ce n'è stata una, bella forte. E' durata un giorno e la neve s'è fermata per poco tempo. Sempre così, da 'ste parti. Non siamo mica ad Aosta.E' stata la prima nevicata multimediale, però. Su GBC, il blog dei genovesi e dei liguri, sono spuntate 10-20-30 foto, scattate in giro per la città e le riviere. Le solite bellissime vedute, ma diverse. Che poi uno ci si incazza, perché una macchina fotografica non riesce mica a catturare per bene quello che gli occhi vedono. Manca sempre qualcosa. La nevicata del 2004 io la ricorderò a lungo. Si, ok, ne avrò viste una decina, esagerando. Non è difficile ricordarle. Ma se proprio in quei giorni, diversi chilometri sopra la tua testa, ti passa un satellite e ti scatta una foto. E se tu manco te ne accorgi, sennò avresti alzato il naso e fatto "ciao ciao" con la manina, che pare brutto ignorare così chi ti fotografa. E se quella foto, poi, se la prende Google, che la mette in rete. Va a finire che uno apre Google Earth, anche a mesi di distanza, e vede la strada a sei corsie. E lo scalo ferroviario, là sotto, d'un bianco strano. Come sarà capitato 10 volte in trent'anni, esagerando. E magari tu sei in maglietta. Che poi va a finire che certi giorni va che c'è un'altra bufera di neve, ma a te sembra che la neve non se ne sia mai andata. E non ti pare tanto strano, in fondo, che cada di nuovo. Google Earth - La Strada a Sei Corsie
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Ricordi annebbiatilunedì, 23 gennaio 2006 - 01:20Ci sono dei giorni che WinAmp mi mette "I like Chopin" di Gazebo e io non posso non pensare a un nebbioso sabato di dicembre. Che ero in macchina col mio amico Spassky, stavamo andando a Este a trovare il Panzòn, e dal mio ciddì di emmepitrè ti spunta fuori proprio quella canzone, e allora io dico che il ritornello proprio non lo capisco. E Spassky mi guarda un po' perplesso, ma poi arriva il ritornello e io gli faccio "ecco, senti un po', secondo te che cosa dice qui?".
Che io l'inglese lo so, e lui pure, ma poi arriva il punto in cui Gazebo canta: "Rainy days never say goodbye To desire when we are together Rainy days growing in your eyes Tell me Ués... Oh-Iiiii" Ecco, fatemi un favore, lo so che su internet si trovano i testi di tutti, e quindi c'è persino Gazebo. Però ascoltatevela bene, prima di andare a cercare la soluzione. Ascoltatevi il ritornello un paio di volte, fatelo per me. Perché noi proprio non siamo riusciti a capire quel "Ués... Oh-Iiii". Ammettiamo pure che il cantante abbia la erre moscia, d'altra parte ce l'ha pure Spassky, quindi non è un'ipotesi così assurda. Quindi "Ués" può benissimo essere "where's". Ma "Oh-Iiii" che cazzo significa? Che da un cantante italiano, che canta in inglese, e che si chiama come un arredo da giardino ti puoi aspettare di tutto. Ho anche provato a chiamare l'IKEA, che magari loro lo sapevano. "Gazebo? Certo che sappiamo che cos'è! Abbiamo il modello Skőorksljűnd in offerta a 99.95€" - "Grazie, magari passo in negozio". Non hanno capito. Noi a un certo punto ci siamo arresi. Con stile, però. Abbiamo rimesso la canzone daccapo, rinunciando a comprendere il significato di quelle parole oscure, ipnotizzati dalla magia di quei vocalizzi senza significato, e ogni volta che arrivava il ritornello io aprivo il finestrino e gridavo "Uès... Oh-Iiiii" a tutti gli attoniti passanti, che avrebbero preferito continuare a farsi i cazzi propri, piuttosto che sentire un genovese gridare da una macchina in corsa. Certi giorni va che ti diverti con poco. Certi giorni va anche che devi per forza fermare di colpo la macchina. Perché anche se sei ormai quasi arrivato a destinazione, vedi qualcosa che non t'aspetti di trovare. Che lo sai che nell'operoso nord-est ci sono tanti capannoni, tutti uguali, tutti tranne uno. E non sai bene dove ti trovi, ma dal cortile di una ditta che produce chissà cosa, vedi spuntare una Torre Eiffel in miniatura, ma neanche poi tanto in miniatura. E non puoi passare dritto, o almeno, noi non potevamo. Dovevamo fermarci e farci una foto, che mica è roba da tutti avere una foto così, e se non ci fosse stato un cartello lì a pochi metri che ce lo diceva, mica c'avremmo creduto di essere a Sabbione, da qualche parte nella nebbia veneta. Che a Parigi sono capaci tutti, ma trovatevela voi una Torre Eiffel nel bel mezzo della pianura padana, se siete capaci! A quel punto sapevamo entrambi che sarebbe stato comunque un bel fine settimana, uno di quelli da ricordare per un po'. Spassky e Hardla davanti alla Torre Eiffel di Sabbione.
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Big Hardla is Watching Youvenerdì, 20 gennaio 2006 - 00:39Benvenuti nella casa del Grande Fratello.... Ancora... Per la sesta volta... La grande novità di quest'anno è che la casa non c'è! Cioé, no, la grande novità di quest'anno è che potrete seguire il reality in diretta su Hardla TV!
Però è vero che non c'è più la casa, così come la conoscevamo. Oddìo, non è che vivranno sotto un ponte, quello magari la prossima edizione, per il momento li hanno sistemati in un tugurio (quest'anno allargato per ospitare tutti, non solo 2 sfigati alla volta), uno scantinato a cui i designer hanno dato l'aspetto di un bar di periferia anni '50, molto vintage. Manco Dolce e Gabbana c'hanno una casa così. Se faranno i bravi, la settimana prossima si trasferiranno nella parte lussuosa, di cui ancora non sospettano l'esistenza. Pazzesco, anche perché gli autori, sagacemente, hanno chiesto a tutti i concorrenti di portarsi il costume da bagno, per via della piscina. In quello scantinato piscine non ce ne sono, a momenti non c'è manco il cesso; al massimo c'è una pozzanghera, ma per quella non serve mica il costume. Ecco le primissime impressioni sui concorrenti, scritte in diretta mentre guardavo le loro schede. In ordine d'entrata: Simon, romano trapiantato a Milano. Belloccio modello ed ex rugbista, c'ha pure il nome da fighetto... però sembra saper parlare in italiano, e di questi tempi non è poco. Francesca, annunciatrice tv abruzzese. Capelli vaporosi, accento marcato, tette molto evidenti: insomma... una bagascia cotonata in carriera. Franco, sembra il classico uomo medio, scrive poesie, fa yoga, balla la salsa, è grasso. Per me non dura molto lì dentro, o se dura è perché il pubblico s'è dimenticato di lui. Nei primi minuti ha declamato una poesia in portoghese a un uditorio perplesso. L'anti-personaggio. Filippo, il concorrente a sorpresa. Nel senso che non lo sapeva neppure lui d'entrare. L'hanno pescato dal pubblico, dopo che gli avevano fatto credere d'essere stato scartato alle selezioni. E' il caciarone romano d'ordinanza, come in tutte le edizioni. Laura. Toscana, molto bella. Per il momento non s'è capito molto di lei, tranne che ha partecipato a Miss Italia, fa l'arbitro di calcio e vive coi genitori. Assomiglia un po' ad Alessia Mancini e a Ilaria D'Amico. Man Lò. Ragazza cinese di Pechino, quando parla sembra la Litizzetto, quando interpretava la cameriera del ristorante cinese nei programmi della Gialappa's. Il personaggio folkloristico. Pure troppo. Fabiano, bodyguard, pugile, ciociaro, tatuaggio di Padre Pio sull'avambraccio. Che dire di più? Beh, ad esempio che c'ha pure il suo nome tatuato da qualche parte, forse per ricordarselo. Simona, milanese, fa marketing per uno show room di moda, ama fare shopping e andare nei centri estetici. Che dire di più? Lucio, dalla provincia di Milano. Boh, dalla scheda non s'è capito niente di lui. Sembra crescuto a pane, motorino e Radio Deejay. Secondo me il suo idolo è Vasco Rossi.Ingresso col televoto: Augusto De Megni. Il personaggio shock di questa edizione. Quando era bambino è stato rapito e poi rilasciato. All'epoca la sua storia è stata seguita a lungo da tutti i mezzi d'informazione. Danilo, sardo. Sembra il classico ragazzotto di provincia. Col televoto non aveva speranze ma era l'unico a non saperlo. Hanno smaccatamente favorito Augusto, il personaggio mediatico che, a onor del vero, è stato più ruffiano e brillante davanti alle telecamere. Eliminato senza neppure essere entrato. Le ultime due sono in nomination d'ufficio, una delle due uscirà la prossima settimana. Elena, modenese che studia a Milano. Ragazza un po' sempliciotta, ama stare in famiglia, insegna nuoto ai bambini e ha partecipato a un quiz. Anonima. Giovanna, veneta che vive a Milano, ragazza molto semplice e umile. Si alza tardi alla mattina, le sue grandi passioni sono le borse e lo shopping in generale, al pomeriggio ama giocare a tennis col suo amico Andrea. Classica troietta fighetta, la vedo bene con Simon, il primo concorrente.A pelle vorrei che uscisse la troietta, ma da spettatore forse mi conviene che rimanga, che può dare grosse soddisfazioni. Eh, decisione difficile... Alcune considerazioni. Metà dei concorrenti vive dalle parti di Milano. Ommiodio. Visto che ogni tanto, solo e rigorosamente quando mi girerà, scriverò del Grande Fratello, quest'anno avrete la scusa buona per guardarlo, almeno per capire di che cazzo sto parlando. E non come le altre volte che, per non fare brutta figura, agli amici dicevate "no, figurati se io guado quella roba" e poi sapevate tutti i cazzi di Katia e Ascanio. Finalmente avete trovato il posto giusto per sfogare la vosta sana voglia di trash, che lo so che vi piace farvi i fatti degli altri, dai, non dite di no.
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28 frasi ad effetto...martedì, 17 gennaio 2006 - 13:22....per sfuggire dal letto di una tipa rimorchiata in discoteca la notte prima
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C'è posta per te, ma non ora.domenica, 15 gennaio 2006 - 22:33 Che su internient si trovi roba strana è inutile ribadirlo, lo sanno tutti. Ma il fatto notevole è che, anche quando si trova della roba che sarebbe normale, c'è sempre qualcuno che riesce a farla diventare strana. Beh, a me sembra una perversione mica da ridere. Oppure da sbellicarsi, vediamo.Ora, che si possa spedire una e-mail per farla arrivare in ritardo, chennesò, di due settimane o quattro mesi, non è 'sta gran novità. Cacchio, le poste italiane lo fanno da decenni, e loro hanno a che fare con roba di carta, che esiste davvero, vuoi dire che con delle lettere elettroniche non è più facile? Certo che è più facile! E infatti esistono servizi di posta elettronica che ti fanno scegliere anche il giorno in cui queste e-mail devono arrivare: che poi è sempre stato il punto debole delle poste tradizionali (che lì quando spedivi una lettera sapevi che sarebbe arrivata parecchio dopo, ma non esattamente quando). Si, ma che me ne faccio di una e-mail a scoppio ritardato? Ecco, mi permetto di suggerire alcuni possibili usi: fare bella figura ricordandosi di compleanni, anniversari (magari non il proprio anniversario di fidanzamento/matrimonio, che se la tua partner riceve solo una e-mail prefabbricata come regalo, credo che stavolta lo sciopero del sesso durerà parecchio), ricorrenze varie ed eventuali. Oppure promemoria personali. O magari per spedire ARTErnativa quando siamo tutti in vacanza e il computer più vicino si trova a circa un giorno di cammino, ma a passo sostenuto. O qualche altro uso sensato, che però ora non mi viene in mente. Per gli usi meno sensati, non bisogna nemmeno sforzarsi tanto. Basta fare una ricerca in rete, si trovano dei siti davvero curiosi: le perversioni di cui parlavo prima.... Uso Intimista: http://www.futureme.org Future Me, ossia il me stesso del futuro. Se volete sottolineare un momento particolare della vostra vita, ricordare aspirazioni, speranze, gioie e dolori, o qualsiasi altro stato d'animo, perché non vi mandate una bella e-mail? Ma mica subito, magari ve la fate recapitare fra venti anni, o magari cinquanta... Sempre che il server funzioni ancora, o nel frattempo non abbiate cambiato indirizzo (o che si usino ancora le e-mail) o, peggio ancora, la vostra controparte del futuro sia ancora viva (che non è sempre facile prevedere la propria data di morte, né quella altrui, alrimenti sarei sicuro di vincere al Fantamorto)... Uso Esoterico: http://www.mylastemail.com Intanto moriremo tutti, no? E allora peché non sfanculare qualcuno, dopo che avremo abbandonato questa valle di lacrime? Consigliato a chi vuole sempre avere l'ultima parola in una discussione, a costo di dirla dalla tomba. Certo, c'è sempre il rischio che la persona a cui mandate la lettera abbia già tirato le cuoia. Oppure che sia ancora viva, ma pure voi! In questo caso, vi mandate un promemoria con Future Me, giusto un giorno prima. Così avete tutto il tempo di suicidarvi, per evitare la brutta figura. Per inciso, sul sito consigliano di mandare un messaggio ai propri cari per far loro sapere, ancora una volta, quanto li avete amati. Ma io questo uso lo sconsiglio. Se proprio tenete a loro non vorrete certo rischiare che abbiano un infarto, quando leggeranno la lettera, no?
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Gran Premio COTONATA D'OROsabato, 14 gennaio 2006 - 14:32 Abbiamo pianto, abbiamo riso, siamo rimasti indifferenti, abbiamo ricordato i momenti più significativi degli anni '80, pure quelli che avremmo voluto rimuovere per sempre. E' stata una dura selezione, molti brani meritevoli sono rimasti esclusi. Molti altri li ho esclusi io, perché mi girava così. Ma adesso si decide tutto. Quale sarà La Canzone Più Truzza Degli Anni '80? Chi vincerà il prestigioso Gran Premio Cotonata D'Oro?Sarete voi a deciderlo! Come al solito, o quasi. Come? Ma siete nesci o cosa? Non l'avete ancora capito? Votando! Nel nuovo Sondaggione che, per l'occasione, s'è rifatto il look. E, vista la gravità della decisione da prendere, questa volta il sondaggione sarà diverso: 60 risposte, scelta multipla, si può votare solo una volta ogni tanto. Vorrei essere più peciso su quell'ogni tanto, ma visto che non c'è l'opzione di limitare ad una votata al giorno, sarò io a regolare il permesso di votare e lo farò quando cacchio riterrò opportuno. Chiaro, no?
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