Il Resuscita-Post

Diamo una seconda chance a post vecchi e ormai dimenticati, ripescati a caso dall'archivio del blog.

Facciamoli rivivere!



Gli Orribili Terroristi Alieni Venuti dall'Etere Assurdo

Like it were Antani

Dizionario minimo Hardla-Italiano, parte 1

Alle Cappe

STIAMO LAVORANDO PER VOI, e per noi naturalmente. Le nuove Cappe riapriranno il prima possibile in una nuova sede, in Vico del Dragone, a due passi da Porta Soprana. Sempre che si finiscano i lavori.

LeAntiche Cappe Rosse sono il circolo ARCI più bello del mondo, o almeno di Genova, vabbé sicuramente di Vico del Dragone. Ma anche lì non ci metto la mano sul fuoco.

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nube che corre - un blog genoano

blog di merda


Può piovere per sempre?

lunedì, 27 febbraio 2006 - 01:30

Certe volte va che arriva pure il temporale, che ci mancava solo quello, a ben vedere. Va che ti piove addosso per qualche secondo, e le gocce ti scendono dalle guance, come fossero lacrime, ma meno salate. Però tu lo sai che non sono lacrime, non le tue, almeno. Certe sere va che la pioggia non è roba tua, bagna tutti quelli che ti stanno intorno, ma tu stai lì e guardi, come solo tu hai imparato a fare, da sotto la tenda di un bar. Perché lo sai che quella non è la tua pioggia, stasera non tocca a te. Non sono le tue lacrime, non oggi.

Certe sere cade anche un po' di grandine, perché in sere come questa non ci vogliamo far mancare proprio nulla. E tu ci provi a gridare "ragazzi, venite qui, sotto la tenda, che ci ripariamo tutti assieme", ma nessuno ti sente. E tu te ne stai lì da solo, al solito, a vedere gli altri che corrono in circolo coprendosi la testa con le mani. E mentre senti il rumore dei chicchi che picchiano sulle lamiere delle auto in sosta, ti viene il dubbio che magari la grandine non fa poi così male, quando ti cade addosso. Che una volta o l'altra dovresti provare pure tu, a sentire l'effetto che fa. Ma non stasera.

Certe sere cadono i fulmini, ma mica come nei proverbi. Certi fulmini cadono due, tre, mille volte, sempre nello stesso punto. Perché i proverbi sono una gran bella cosa, ti danno sicurezza. Ma alla fine i fulmini mica li conoscono, i proverbi.
E tu stai lì, sotto la solita tenda del bar. Che guardi e ascolti, perché altro non puoi fare. E certo che ti dispiace, per chi è stato colpito, ma sotto sotto sei contento che quello non era il tuo fulmine, non stasera. Che essere egoisti è una gran brutta cosa, ma, a volte, è un modo come un altro per tirare avanti.

E che è facile citare i film e dire che "non può piovere per sempre". Che è una gran bella frase, lo ammetto, ma certe sere è difficile immaginare il sereno. E anche se pronunci frasi ad effetto, per quanto tu possa esserne persuaso, non è detto che le persone che hai intorno ci credano. Perché a volte il brutto tempo sembra non dover passare mai, a dispetto di tutte le belle parole che uno può trovare.

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La Perfetta Imperfezione

lunedì, 20 febbraio 2006 - 22:54
Uno dice: me ne vado a Brescia a vedere la mostra di Gauguin e Van Gogh. Bello, no? Una gita con gli amici, viaggetto in macchina, autoradio e canzoni in emmepitre, che ci mancava solo la chitarra, ma anche se ce l'avessimo avuta, la chitarra, non l'avremmo suonata lo stesso, perché mica la sappiamo suonare, noi. Però ci siamo capiti, vero?
Però.... eddai lo sapevate che c'era un però, siete ragazzi svegli, l'avete capito dal titolo che se le cose fossero andate bene avrei scelto altre parole. Però, dicevo prima che m'interompeste, le cose non vanno mai come uno se le immagina. E pure se io non m'immaginavo nulla, in questi giorni non brillo certo per inventiva, lo stesso la giornata ha fatto schifo. Ma non schifo normale. Uno schifo super, quasi spettacolare.

Da dove iniziare? Dai il viaggio d'andata non è stato male, ho dormicchiato, ho detto stupidaggini. Tutto regolare. Tranne la nebbia che ci ha impdito di ammirare finalmente (al quinto tentativo) l'ex centrale nucleare di Caorso. Che ha di speciale 'sta centrale? Proprio nulla, ma ormai è diventato un punto d'onore riuscire a vederla senza uscire dall'autostrada. Comunque, nebbia, tentativo fallito. Ma le tagliatelle al sugo di Bambi dell'autogrill non sono così male, anzi.

La mostra. Bellisima. Almeno così m'hanno detto. Io non sono riuscito a vedere nulla. Corridoi intasati di persone che, per quanto interessanti, non meritavano uno sguardo troppo approfondito. I quadri si, ma erano coperti dalle suddette persone. Dopo 15 minuti avevo già finito un giro veloce e scazzato, e Pablo pure. Abbiamo cercato di far sbollire l'incazzatura guadando la mostra di De Pisis, almeno lì non c'era nessuno. Ma non è bastato per risollevare un umore che, beh, non era ottimo neppure in partenza.

Viaggio di ritorno, le solite canzoni in emmepitre, i soliti cori di montagna, il panino al salame all'autogrill. La chitarra non non l'abbiamo trovata, nel frattempo. Umore sotto le scarpe per tutti, si vede che coi Cazzi Miei di cui parlavo qualche post fa ho contagiato pure gli altri. Un freddo porco. E fosse solo quello. Il freddo è diventato nebbia. La nebbia pioggia. La pioggia diluvio. Ma è quando il diluvio è diventato neve, e mica due fiocchi, autostrada imbiancata da Piacenza a Ronco Scrivia, fiocchi grossi come padelle, sparati ai cento all'ora sul parabrezza... quando è successo tutto questo, beh, abbiamo capito una cosa. Che una giornata di merda può capitare. Ma quando la merda raggiunge dimensioni bibliche, le sette piaghe d'Egitto e roba simile, allora lo capisci che quella giornata non la dimenticherai tanto presto. La perfetta imperfezione.
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Robe da Blog II

giovedì, 16 febbraio 2006 - 19:25
Cazzofigatettecculipisciammerdatroiapuzza.
Ciao tesò, ciaoamò, ciaobella, ciaopiccola, ciaocoso chemancoticonosco.
Chisei comestai? Benemalecosìcosì? Qui tutto benemalecosìcosì, e lì?

Dammiillink vieniatrovarmi lasciauncommento mettimineipreferiti.
Sono meglio di grillobiagisantoroluttazzi, perché non m'hai ancoramessoillink chescrivomegliodité e tu nonseinessuno bruttostronzochenonseialtro.
Io c'ho 10cento1000visite e tu sei unammerda perché ne hai una5trenta.
Vengoatrovarti lasciouncommento mapoivienianchetu, eh?
Manco ho letto quellochescrivi ma ti lasciouncommento così poi sei curioso e passidamé e magari tipiaceemimettilink.
Scambiamolink, scambiamocommenti, scambiamopreferiti, scambiamofigurine, scambiamocoppie scambiamofluidicorporei?
Buosavvalentino, buoccompleanno, buonatale. Tantiaguriefiglimaschi.
Unbacio unabbraccio unasveltina anche a te. Vieniatrovarmi passadamé.
Belloqui belloanchedate, seiforte seitenero seidivertente seicomeme seistrano seivero seifinto seialternativo.
Passodate ma solo se mimettilink chefacciocollezione.
Comeseiglitter comeseidark comeseikikkosa comeseidolce comeseivolgare comeseironico comeseistronzo.
Ah, cazzofigatettecculipisciammerdatroiapuzza pureatté. Passadamé.
Se mi mettilink ti faccio tantecoccole, altrimenti vaccagarestronza.
Passa una10centovolte. Lascia 10Cento1000commenti.
Nonsochisei ma tilasciouncommento così poivienidamé e vediquantèbello.
Nonsonoblogger nonsonoscrittore nonhoundiario nonsochisono e lo chiedo a te chemancoticonosco.
Tileccoilculo, quante volte devo inventarecommentiruffiani primachemimettilink? Minteressa nonminteressa quellochescrivi. Basta che mimettilink.
Sono bellabruttasimpatica, sono cattivosfigatoironico. Tucomesei? Che magari cincontriamochesiscopa.
Ah, ruttipisciavomitoscorregia. La tvsi la tvno la tvché?
I comucattofasci, cazzodici cazzodicitu. Passadamé che lapensocometé.
Scambiamoillink?

Mavaffanculovà....

Passidamé?
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Robe da Blog

mercoledì, 15 febbraio 2006 - 13:24
Come avrete notato, e se non l'avete notato meglio così che almeno ve lo dico io ora e giustifico anche il fatto che sto scrivendo queste due righe nonostante a nessuno frega niente di me, ecco... Come avrete notato (etc. etc.), in questi giorni non ho granché voglia di occuparmi dei blog. Si, ok, v'ho raccontato due cazzate sulla giornata di sabato, ma era un atto quasi dovuto. Per il resto, però, in 'sto periodo non ho molta voglia di girellare come prima. Un po' perché ho avuto il computer che faceva contatto col gomito, e mi c'è voluto parecchio per riportarlo a una forma accettabile, manco dovesse fare la prova costume. Un po' anche perché Splinder ha fatto finalmente un rinnovo totale della piattaforma, spegnendo tutto per una giornata, piuttosto che lasciarci a imprecare davanti ai blog che si caricano male, come fa di solito. Un po' anche perché ho della roba da fare, e anche se sono parecchio in rete, non ho tempo per girare per blog. Ma soprattutto perché c'ho i Cazzi Miei, con la ci e la emme maiuscole.
Oh, ogni tanto capita a tutti, niente di grave. Poi passa.

Ma intanto c'era una cosa che dovevo assolutamente fare. Concludere il Sondaggione, il Gran Premio Cotonata D'Oro per la canzone più truzza degli anni '80. Oh, non lo potevo più vedere, davvero. Primi i Duran, poi Europe e Wham! Comunque i risultati completi li potete leggere qui. E per premiare chi ha votato (o punire, dipende dai gusti, ovviamente), le canzoni del podio le potete scaricare nell'Area Download. Che poi è il solito box lì sulla colonna sinistra.

Quando avrò voglia e tempo e ispirazione, farò partire un nuovo sondaggione, uno di quelli stronzi e taroccabili che ci piacciono tanto.
Orvuà....

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Campagna Non Elettorale

martedì, 14 febbraio 2006 - 11:33
Oh, è successo che sabato scorso un distinto manipolo di giovani gentiluomini e gentildonne di città ha deciso, dopo aver ponderato con cura la cosa, di concedersi una gita in una ridente località collinare della Valpolcevera. Ma noi non li abbiamo mica visti.
E per 'noi' intendo me e i miei amici, che, guarda caso, eravamo da quelle parti, lo stesso giorno. Siamo arrivati di buon'ora al paese dove solevo trascorrere tutte le mie vacanze estive (tutte! e dico proprio tutte, eh!), fino a quando non ho avuto l'età legale per oppormi. L'intenzione era di goderci un meraviglioso pomeriggio di sole e infatti, appena arrivati, ci siamo chiusi nell'unico bar del paese.

Un'ora,tre panini al salame, quattro caffé e parecchie coca-cola dopo (senza esserci fatti mancare neppure una partita a stecche e un torneo improvvisato al calcetto), eravamo quindi pronti ad affrontare a piedi i tortuosi sentieri carrabili del luogo. Veri temerari, senza neppure un GPS, ma con 8 cellulari per 7 persone, di cui due palmari.

Gli autoctoni ci guardavano parecchio incuriositi, forse perché tra noi c'era gente che usa con ostentata indifferenza parole difficili come 'autoctoni'. O forse perché le ragazze sembravano appena uscite da una boutique: un abbigliamento di estremo buon gusto, sia chiaro, ma forse poco adatto alle passeggiate campestri. E comunque di roba simile da quelle parti non è che ne giri tutti i giorni. Poi i villici hanno visto me, e immediatamente hanno capito tutto.
Che da quella volta che Dedee è arrivato in paese con un prototipo Lancia, una cosa enorme e tutta nera, tipo Kitt, e con ancora su lo scotch nero per nascondere i dettagli estetici, perché quel modello sarebbe uscito sul mercato solo alcuni mesi dopo, beh dicevo, da quella volta lì non si sorprendono più di nulla, quando mi vedono. Magari pensano che la mia vita sia tutta fighe e macchine sportive. Poteva andarmi peggio, come reputazione. Male che mi vada passo per pappone. E lo stesso poteva andarmi parecchio peggio, visto quello che dicono normalmente di tutti gli altri.


Gitarella per sentieri, trascorsa piacevolmente con le ragazze che si scambiavano opinioni su quali parti del corpo rifarsi tra 15 anni. Noi, invece, dissertavamo aulicamente sui soliti massimi sistemi del mondo: figa, calcio e computer. Nel frattempo arrivano anche Il Subcomandante Marzia e Spassky, che hanno tardato, è vero, ma avevano valide ragioni. Dovevano preparare un Tiramisù Equo e Solidale, e mica è facile trovare ingredienti etici a Ronco Scrivia.
Il cacao, ad esempio, l'hanno dovuto ordinare un mese fa dalla Colombia, e non vi dico la faccia del Subcomandante quando ha aperto il pacco e ne ha tirato fuori un sacchetto di cocaina destinata a certi spacciatori di Milano. "E adesso il Tiramisù come cazzo lo preparo?", stava già sfiammando al telefono, mentre ordinava alla Brigata del Popolo "Hasta la Victoria" di dare fuoco alla Colombia in segno di pacata protesta. Spassky in questo frangente è stato geniale. Senza farsi notare ha prelevato dal doppio fondo dell'armadio, in cui nasconde le sue riserve di prodotti non equi né tantomeno solidali, un sacchetto di Cacao Nestlé, facendo credere al Subcomandante d'averlo trovato dentro al pacco, e che la cocaina probabilmente era un campione omaggio di prova, un po' come fanno nelle profumerie.

Anche se loro non l'hanno detto, sospetto che, nel viaggio da Ronco, abbiano trovato il tempo di annettere alla loro causa rivoluzionaria anche Busalla e Mignanego. Che poi spiegherebbe perché in macchina c'avevano il Risiko, che per tutti è un innocuo gioco guerrafondaio, ma invece loro lo usano per pianificare la prossima conquista del mondo. Vabbé, per farla breve, a una certa ora siamo entrati nella mia casetta di campagna, affamati e infreddoliti manco avessimo fatto la traversata a piedi del Polo Nord. Ci siamo spontaneamente divisi le mansioni, secondo le competenze.
Panzon e alcune ragazze sono andati in cucina. Io e Spassky abbiamo smontato e rimontato un stereo, collegandolo al mio i-Pod. Il Subcomandante Marzia s'è occupata della stufa, che visto che non aveva potuto dar fuoco alla Colombia, le era rimasta una voglia incendiaria inespressa. Claudio e Dria discutevano seduti sul divano.


Poi però io ho iniziato a preparare i cocktail, sono saltati i tappi delle bottiglie di vino e, misteriosamente, i miei ricordi si fanno più incerti. Quello che è certo è che: due etti di pansoti con salsa di noci, per me sono troppi. E infatti mi sono alzato da tavola per non tornarci più, neppure (e specialmente) quando sono arrivati salumi e salsiccia. Finita la cena abbiamo iniziato a smaltire, sospinti dall'alcool, cantando e ballando in sala. Un ricordo: dopo parecchie ore ho intimato agli altri di abbassare il volume "che qui ci vive gente e non si può fare 'sto casino a quest'ora, che sarà almeno l'unemmezza". Mi hanno guardato tutti molto perplessi, erano le dieci e un quarto. Ho scoperto in seguito che avevamo più o meno finito di cenare per le seiemmezza-sette, roba che neppure in ospedale mangi così presto. Non fa una grinza.

Altri flash, Claudio, ragazzo solitamente riservato, che si faceva irretire sulla "pista da ballo" (chiamiamola così) da Deborah, Paola e Danielina, che evidentemente avevano fiutato l'odore del sangue. Lui, con molta classe, ha finto di essere restìo a ballare, alimentando così l'irruenza delle invasate. Io, invece, ho cantato tutto il cantabile, e non pensiate che sia solo colpa dell'alcool. Faccio così anche a casa, ma prima verifico d'essere da solo.
Poi naturalmente le solite foto stronze: Dria Panzon e io, che cantiamo in coro; Dria Panzon e io che facciamo le figurine dell'Honduras. Spassky e io che sperimentiamo pose singolari allo specchio. Oh, avete notato che nelle foto stronze io non manco mai? E vi risparmio quando facevo il cantante col manico della padella come microfono.
Ah, e stavo dimenticando il Drinkal Pursuit, che c'ha risollevato quando già la serata iniziava a languire. Funziona così, fai una domanda del Trivial Pursuit: se qualcuno risponde, bevi, altrimenti bevono gli altri. Idea brillante, da sviluppare meglio.

All'unemmezza, quella vera stavolta, le prime defezioni. Alle duemmezza, dopo una doppia dose di té verde e miele, tutti a casa. E' stata una bella giornata. Almeno, per quello che riesco a ricordare. Mannò dai, è stata bella, non ci sono cazzi.
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Hardla dice la sua sulle TELEFONATE

mercoledì, 08 febbraio 2006 - 15:54
Se c'è una cosa che non sono capace di fare è parlare al telefono.

- "E neppure fischiare con le dita".

Ah, si! Se ci sono due cose che non sono capace di fare sono parlare al telefono e fischiare con le dita.

- "E suonare uno strumento musicale"

Occhei. Se ci sono tre cose che non so fare sono parlare al telefono, fischiare con le dita e suonare uno strumento.

- "E anche parlare il dialetto"

Uff. Se ci sono quattro cose che non so fare... vabbé l'avete capito no? Ci sono parecchie cose che non so fare, tra cui PARLARE AL TELEFONO. Vi sta bene così?
- "Dai, continua"

Che poi non è proprio vero che non so parlare al telefono? - "Ma come!" - Zitti! Dicevo, che ci vuole? Fai il numero parli e ascolti, riattacchi.
Ottimo se vuoi chiedere un'informazione o metterti d'accordo per un appuntamento con gli amici. Ma metti che qualcuno voglia solo fare due chiacchiere. E che le voglia fare proprio con me. Ecco, lì sono cazzi.
- "Perché?"

Boh. Non so, è così e basta. Tendo a tagliare corto, non ho pazienza. Me lo dicono tutti. Io so solo che faccio una fatica porca, sarà che non c'ho mai nulla da raccontare. O magari c'ho pure qualcosa da raccontare ma non mi viene in mente in quel preciso momento. E' che proprio non riesco a ficcarmi in testa che una telefonata non abbia uno scopo, uno qualsiasi, anche stupido. Ma che esista, 'sto benedetto scopo, almeno.

E va bene se chi chiama vuole raccontarmi qualcosa. Interagisco, rispondo, faccio domande, offro consigli non richiesti, le solite cose insomma. Ma talvolta succede che la gente vuole che sia IO a raccontare qualcosa. Io! Si, vabbé...
Magari rispondo. Pronto? - Pronto, ciao sono XY. - Ah, ciao. - [.....] - [......] - [....] - Si? Volevi qualcosa? - No, solo fare due chiacchiere. - Ah. - [.....]

E le cose peggiorano quando la conversazione avviene al cellulare. Il cellulare non è fatto per chiacchierare. Se ti va a fuoco la casa, allora il cellulare è ok. Se sei disperso nei boschi, si, va bene, sempre che prenda. O magari stai aspettando gli amici da 1 ora in piazza e ci sono 2 gradi, è un uso tollerabile. Ma per ciarlare? No, non è etico, è contro natura. Non va bene.

- "Si, ok, ma tu sei il solito genovese tirchio, è normale!"
Non è del tutto esatto. La parola esatta è squattrinato. Quando mi capita d'avere dei soldi non ci rimangono molto nella mia tasca. Eppoi come lo spiegate che taglio corto anche quando mi chiamano gli altri?

- "Sei strano forte."
E lo capite solo adesso? Non avete mai letto questo blog?
Bah.
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Reality & virtuality

lunedì, 06 febbraio 2006 - 23:16
Due parole per dire che, come al solito, le riunioni di blogger mi mettono addosso un certo imbarazzo. Eppure già un paio di volte ho partecipato a serate coi ragazzi di GBC, e sono state anche divertenti. Cioè in realtà sarebbero tre le serate, ma sulla terza è meglio soprassedere che ci siamo visti in tre, appunto, e uno è il solito Spassky che sopporta la mia faccia quasi ogni weekend, e una domenica sì e l’altra no, quando il Genoa gioca in casa. Siamo andati al solito locale dove c’era un’altra blogger che per prima cosa, quando ci ha visti, s’è alzata di fretta e con fare da agente segreto è venuta da noi a dirci “per carità, fate finta di non conoscermi, vi scongiuro”. L’abbiamo accontentata, in fondo non è stato difficile.

Ieri c’era la giornata conclusiva di InEdita, che se ancora non sapete che cos’è ormai è troppo tardi, perché è finita ieri, appunto. Ma in pratica era un convegno sull’editoria in generale, e su l’editoria online, i blog. Roba seria. C’erano blogger che, smesso per un attimo l’anonimato, salivano sul palco per parlare brevemente di vari aspetti legati al mezzo di internet più amato da grandi e piccini. C’era Tambu, che cercava di convincerci a usare Google Analytics per le statistiche dei blog, che dice che è tanto buono che fa pure il caffè. Però a me il caffè non piace, ma a Tambu non gliel’ho mica detto, che sa che faccia ho e dove abito, e c’ho paura!

C’era Estrellita, seduta tra il pubblico, lei non parlava di nulla ma era lì perché anche lei voleva far finta che le statistiche di Google fossero la migliore invenzione dell’uomo dopo le cabine armadio. E forse era lì perché anche lei aveva paura di Tambu, che certamente sa il suo indirizzo. Caspita, quante ne sa ‘sto ragazzo, magari inizio anch’io a usare guggol.
 
C’era AurigaFenice, anche lei tra il pubblico, forse un po’ frastornata perché non s’aspettava di sentir parlare di roba informatica, o almeno non solo di quella. Ma è comunque riuscita a riconoscermi tra i corridoi del salone, e iddio solo sa come ha fatto viste le mie foto che ho pubblicato sul blog. Quindi forse non era così frastornata, dopo tutto. Però c’aveva il treno che partiva.

C’era PlacidaSignora che placidamente e con grande signorilità presentava gli interventi, coordinava lo svolgimento del programma insieme a MarBel, e stringeva mani di oscuri figuri che sostenevano di essere Spassky, Roja30cr e Hardla.

OrientPrincess no, lei non c’era, e infatti ha mandato me a prendere il libretto dei Post in 10 Righe, dove ce ne sono anche un paio suoi. E’ stata fortunata: 1. l’ho trovato, 2. era gratis. L’ordine potete anche invertirlo.

C’erano molte altre persone, ma mica persone normali, parlo di quelle che di giorno le chiami per nome e ti rispondono, ma poi accendono il computer e il nome lo cambiano. Dai, lo sapete, no? Che io un po’ mi spavento quando qualcuno mi chiama Andrea su internet. C’era gente, così, insomma. Un po’ come noi. Tranne Andrea Beggi, che lui c’ha il nome uguale sia per strada che su internet. Bizzarro!


Nella casa del Grande Fratello, invece, (credevate d’esservela scampata ‘sta settimana, eh?) la gente continua a entrare a uscire manco fosse S.Vittore. Che se eliminano la procace cotonata abruzzese ci può anche stare, ma che senso ha fare entrare altri due concorrenti alla terza puntata? Oh di questi non c’ho voglia di fare la solita scheda, ve la risparmio. Tanto poi la settimana prossima ne entrerà almeno un altro, che il fattone di provincia, Lucio, se n’è uscito sua sponte. Era entrato al Grande Fratello per dimostrare a suo padre che, una volta nella vita era capace di portare a termine qualcosa. Evidentemente s’era accordato col papà per una permanenza di due settimane e un tocco, tanto ha resistito. Oh, ora vado, che fra poco c’è la Gialappa’s.
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La Posta dei Lettori

sabato, 04 febbraio 2006 - 13:28
Ormai siamo arrivati all'ottava puntata di questa rubrica. Non riesco più a trovare modi fantasiosi per spiegare che roba è, quindi stavolta copioeincollo la spiegazione che ho messo la prima volta.

Ho sempre desiderato avere una rubrica in cui rispondo alle domande dei lettori, sento d'avere una spiccata sensibilità inespressa per queste faccende, ma purtroppo nessuno mi ha mai scritto. Avevo pensato di inventarmi le domande, ma poi ci ho riflettuto meglio: perché inventare quando ogni mese decine di persone arrivano qui cercando cose che non troveranno? Cose a cui, magari, avrei potuto rispondere se mi avessero scritto personalmente, invece che spulciare il blog con sufficienza, per il tempo necessario a capire d'aver sbagliato posto. Ecco un modo utile e diverso per guardare i referrers!

- Caro Dott. Hardla
  "vedo carolina marconi"
- H: Sempre meglio che vedere la Madonna, no? Con tutto il rispetto per la Madre di Dio, sospetto che la bonazza del grande fratello sia una visione più gradevole. Se proprio uno è condannato ad avere visioni, naturalmente. Con apparizioni di questo tipo ti sarà più facile adattarti all'ospedale psichiatrico. E non hai neppure tutte quelle fastidiose complicazioni religiose.

- Caro Dott. Hardla
  "legione straniera festa inviti"
- H: Sarà, tu fai quello che vuoi, se ne hai bisogno posso provare a recuperarteli. Ma io a una festa con solo uomini, militari, spesso ex pregiudicati, che parlano francese, in mezzo al deserto, e che è anni che non vedono una donna (e quindi si saranno arrangiati in altra maniera), beh, io a una festa del genere preferirei non andare. Poi tu sei liberissimo di fare come credi, beninteso...

- Caro Dott. Hardla
  "quel bastinchio è stazzo a battere i meali"
- H: Ecco, qui mi faccio serio, ma solo per un secondo, giuro. Ogni mese qualcuno capita qui cercando questa precisa frase. Niente di male, visto che me la sono inventata io, tempo fa, in QUESTO post. Sono curioso: vi è piaciuta così tanto?

- Caro Dott. Hardla
  "non mettere gli slip"
- H: No, non ti preoccupare, in genere io metto i boxer elasticizzati. Comunque cercherò di non farlo, grazie per il prezioso consiglio estetico.

- Caro Dott. Hardla
  "alle veline spuntano di striscia capezzoli"
- H: Ehehe, o sei informaticamente dislessico, o hanno i capezzoli tigrati. Dai, tira fuori le videocassette con tutti gli stacchetti registrati, da Alessia Merz in poi, e controlla per bene. E non dire di no, che lo so benissimo che ce li hai e che passi le ore a farti le pippe davanti alla tivvù, vecchio porco!

- Caro Dott. Hardla
  "bella trombona"
- H: Paaaazzzzzzaaaaaa!

- Caro Dott. Hardla
  "viva il goleador oscar prudente download"
- H: Ecco, da oggi La Posta dei Lettori diventa interattiva! Cercherò di soddisfare le vostre richieste, per quanto mi sarà possibile, e se ne avrò voglia. La canzone che cerchi è Stadium di Oscar Prudente, la celebre sigla di Domenica Sprint, quella che faceva "viva viiivaaaa... il goleador". E la trovi lì sulla colonna sinistra, nell'Area Download.

- Caro Dott. Hardla
  "c'e posta per te con maria di filippo"
- H: Oh, io non dovrei parlare perché sono il primo a guardare Grande Fratello e altra roba decisamente kitsch. Ma certe volte è proprio difficile non pensare male degli spettatori di certe trasmissioni. Tu sei messa davvero male.

- Caro Dott. Hardla
  "elena santarelli forza di gravità"
- H: Lei ne è ancora soggetta, per fortuna. Le sue tette, invece, l'hanno sconfitta tempo fa. Riescono a stare su in modo prodigioso. E emanano onde antigravità talmente potenti che fanno alzare anche caratteristiche anatomiche di parecchi maschi che le vedono, anche a distanza o in fotografia.

- Caro Dott. Hardla
  "ho trovato una macchina fotografica di una amica"
- H: Embé? Ti pare il caso di gridarlo ai quattro venti, su internient? Tienitela e stai zitto. Oppure restituiscila. Cazzo vuoi che ti dica?

- Caro Dott. Hardla
  "maniaco di corte lambruschini genova"
- H: Si, sono io. M'hai beccato, complimenti. Vedi a volte com'è facile? Proprio non capisco perché la polizia ci mette così tanto a trovare i colpevoli, basta andare su google e cercare"maniaco dell'ascensore" o "Ustica" e, tac, ecco lì il colpevole. A proposto, che è 'sta roba del maniaco di Corte Labruschini? Io non l'ho mai sentita.

- Caro Dott. Hardla
  "polizia municipale bogliasco"
- H: Qui sarebbe meglio chiedere a Dedee, che ancora gli viene l'orticaria per una multa che ha preso 10 anni fa. Aveva parcheggiato con una ruota fuori dalle strisce. Un po' come McEnroe in quella simpatica pubblicità della Seat (credo sia la Seat, non sono sicuro). E ha reagito allo stesso modo.

- Caro Dott. Hardla
  "ragazza mezza nuda in trasmissione"
- H: Cambia canale, troverai sicuramente un'altra trasmissione con ragazze tutte nude. Ormai le ragazze mezze nude ce l'ha pure "Protestantesimo" o "Sorgente di Vita".

- Caro Dott. Hardla
  "rimedi scrivania elettrostatica"
- H: Uhm, difficile lavorare quando la tua scrivania ti frigge le mani ogni volta che la tocchi. Hai provato a ricoprirla interamente con 624 Big Babol masticati e spalmati dappertutto? Non l'ho mai fatto, ma secondo me funziona: niente più scosse!

- Caro Dott. Hardla
  "tutto il meglio di alessando preziosi"
- H: Eccolo, in ordine alfabetico, spero ci stia tutto:
     ... ... ... ...

- Caro Dott. Hardla
  "verona nonna porca"
- H: Succedono cose strane a Verona. Conosco Nonna Papera, ma Nonna Porca non l'ho mai sentita nominare.

- Caro Dott. Hardla
  "www.possessione demoniaca e perversioni sessuali con piu' partner.com"
- H: Sembra un sito interessante, grazie per la segnalazione. Io invece voglio aprire un altro genere di sito "www.gente che fa ricerche stronze su google e poi non capisce perché cazzo capita da me.com". Che dici, t'interessa?

- Caro Dott. Hardla
  "fun club di augusto de megni"
- H: FUN club? FUN? Cioé, passate le serate a farvi beffe del concorrente del Grande Fratello? Oh, vi capisco. Ma, lo stesso, preferisco non associarmi.

- Caro Dott. Hardla
  "tennista dimentica mutandine"
- H: Non è una dimenticanza. E' una precisa scelta tattica per distrarre arbitri e giudici di linea. Un po' come i calciatori che cercano di infinocchiare l'arbitro simulando falli da rigore. Ma devo ammettere che, per quanto sia deprecabile e antisportivo, l'espediente di queste tenniste è molto più gradevole.

- Caro Dott. Hardla
  "prove aldilà"
- H: Uhm, bravo, scelta accorta. Sempre meglio fare delle prove, per verificare se l'aldilà sarà di tuo gradimento. In fondo ci passerai l'eternità lì, e l'eternità è veramente un fottìo di tempo! Dunque, come fare? Potesti indurti un coma vigile e vivere un'esperienza di quasi-morte. Basta andare a letto e guardare tutta la programmazione notturna di Gabriele La Porta su Rai2, cercando di rimanere sveglio. Funziona, giuro! Però occhio, è pericoloso, potresti non risvegliarti. O svegliarti e parlare come Guzzanti, a Spassky è successo.

- Caro Dott. Hardla
  "storie sfiziose con morale"
- H: Ecco, lo sapevo. La religione rovina sempre tutto coi maledetti sensi di colpa. Hai tutto il diritto di voler sentire qualche bella storia sfiziosa, se vuoi, ma perché devi rovinarla con una morale finale? Abbi il coraggio delle tue perversioni, fidati di me, le storie più belle e sfiziose sono quelle senza una morale particolare o, ancora meglio, quelle decisamente amorali.

- Caro Dott. Hardla
  "costa più il gres o il parquet?"
- H: A parità di peso costa più il prosciutto crudo. Fa riflettere 'sta cosa, 'nevvero?

- Caro Dott. Hardla
  "pattinare tecniche"
- H: Guarda non sono un esperto. Ci ho provato un paio di volte e ho faticato come una bestia. La prima e fondamentale tecnica per pattinare è rimanere in piedi, sempre e comunque, su quei fottuti arnesi creati dal Dimonio.
hardla ha decretato che questa perla di saggezza va archiviata nelle categorie: cazzeggio, internient, la posta dei lettori
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