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Il Telefono, la tua Croce...venerdì, 28 luglio 2006 - 22:08 Metti che sei in coda in autostrada. I soliti 35 gradi all'ombra, solo che l'ombra non c'è. Che poi con l'umidità al 90% i gradi percepiti diventano 42, ma a te sembrano tanto 70. Gran bella idea andare al mare di domenica. Che come te ce l'hanno avuta altri 10 mila coglioni la stessa bella pensata, e sono tutti in auto davanti a te. Eccheccazzo. Altri 40 chilometri al casello, in coda. Un paio d'orette, minimo. Come ingannare il tempo?Idea! Ti fai arrivare un paio di messaggi da Catholic Mobile direttamente sul tuo cellulare. Chennesò, un passo del Vangelo e magari la vita del Santo del giorno. O qualche notizia dal mondo cattolico. E se proprio la coda non si smuove, e in macchina non c'hai manco l'aria condizionata, magari ti fai suggerire una preghiera meno banale del solito Padre Nostro. Oppure ti scarichi una suoneria MP3 con l'Ave Maria di Schubert da cantare in coro con tutti i tuoi amici, tanto per passare il tempo fino al prossimo autogrill. E per non parlare dei loghi e degli sfondi per il tuo cellulare: che avere davanti il volto di Cristo o della Vergine Maria potrebbe... uhm... boh... no, non so a che potrebbe servirti se sei in coda sull'autostrada per il mare e in auto ci sono 70 gradi. No, lo sfondo probabilmente non ti serve a niente. Ma fa tanto fico averlo. Yeah. Che poi me l'immagino la pubblicità in tv, tipo quelle che fanno su Italia1 nelle pause di Dragon Ball. Solo che al posto di Antonio Zequila ci vedrei bene un frate francescano, che i frati sono molto "simpa". E naturalmente gli spot passerebbero la domenica mattina tra la Santa Messa e Linea Verde, questione di azzeccare il target giusto. Proprio mentre tu stai invocando il nome di Dio invano, in coda in autostrada, infedele che non sei altro. "digita A per il logo di Gesù Crocefisso... B per il true tone della Messa da Requiem in Re Minore di Mozart... C per Pò popò poppopopo, la suoneria dei mondiali........" Bah.
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Un Codice da Gonzidomenica, 23 luglio 2006 - 18:29 AVVERTENZA - Questo post non contiene critiche al Codice Da Vinci. Non contiene nemmeno elogi. Non ho mai letto il libro. E non ho manco visto il film. E non ho particolari motivazioni ideologiche per non averlo fatto. Non m'è capitato, tutto qui. Se speravate in qualcosa di diverso, la blogosfera è piena di recensioni pro o contro.E' che con l'enorme successo de "Il Codice Da Vinci" un sacco d'avvoltoi si sono gettati sulle carni fresche del pubblico. Lasciamo stare tutti i volumi che vogliono spiegare che cazzo ha scritto Dan Brown, roba tipo "The Da Vinci Code for Dummies", o peggio le spiegazioni delle spiegazioni, o le confutazioni delle spiegazioni, o le confutazioni delle confutazioni delle spiegazioni delle teorie di Dan Brown. O gli approfondimenti della confutazioni delle spiegazioni delle confutazioni delle confutazioni delle teorie di partenza, che a questo punto nessuno si ricorda più quali erano. Posso continuare all'infinito, se non mi fermate. Tutta roba che comunque contiene "Da Vinci" o "Codice" nel titolo. Ecco, appunto, ultimamente la parola "Codice" gode di una gigantesca popolarità. La appiccicano a qualsiasi cosa, c'avete fatto caso? Secondo i geniali direttori marketing di ogni prodotto che sia uscito nell'ultimo anno, noi siamo tanto gonzi da compare tutto ciò che ci possa ricordare, anche in maniera sfuggevole, 'sto cazzo di Codice. Ma magari c'hanno ragione loro, magari orde di stralunati lettori di Dan Brown si sono davvero riversate nei negozi in cerca di ogni sorta di prodotto che contenga le parole "Codice" o "Da Vinci". Bisognerebbe verificare se altri prodotti editoriali, non privi di una loro certa dignità peraltro, come Il Codice Penale, o Il Codice Civile, o magari Il Codice della Strada, hanno registrato un picco di vendite, negli ultimi mesi. No, perché allora avrebbero ragione loro, siamo davvero tanto gonzi, e non avrei alcun problema a congratularmi per la loro lungimiranza.Ma perché limitarsi ai libri? E' uno scandaloso spreco! Qualsiasi cosa va bene, basta riuscire a piazzarci addosso le paroline magiche! C'è ad esempio il quiz preserale di Rai1, quello di Carlo Conti, che si chiama "Alta Tensione - Il Codice per Vincere". Che è geniale, se ci si pensa: non solo hanno sbattuto la parola "Codice", ma anche "Vincere" ha una certa assonanza funzionale al titolo del libro. Chissà quante altri geniali usi si possono fare di queste parole per vendere quintali di paccottiglia che altrimenti stagnerebbe sul pavimento di un magazzino. Chennesò, chiamare un libro di ricette "Il Codice del Cibo", roba così. Vi vengono in mente altri esempi? ULTIM'ORA!!! Oggi giravo senza senso in Via XX, come spesso mi capita, e ho visto nella vetrina di un negozio la fa-vo-lo-sa penna stilografica ufficiale del Codice Da Vinci. Questo è solo un'esempio della paccottiglia a cui mi riferivo qualche riga più in su, con l'aggravante che è un prodotto con licenza ufficiale e non una fantasiosa imitazione. Se troverò altre cose degne di nota le pubblicherò nei commenti, e voi farete altrettanto, naturalmente. ![]()
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Piccolo Mondo Modernomercoledì, 19 luglio 2006 - 23:13 Il fatto è che mi ci sto abituando. E non so se è un bene o un male. Ci sono ancora cose che mi meravigliano, ma probabilmente è una meraviglia passeggera, destinata a scomparire velocemente. E' che ieri stavo parlando con due amici di lunga data, Dedee e Panz. Eccheccè di strano, direte voi.... C'è di strano che Dedee vive in Australia e Panz, in questi giorni, si trova in Cina per questioni di lavoro. Grazie a Skype abbiamo fatto una conversazione pluri-inter-continentale a 3. In cui, a dire il vero, abbiamo discusso di emerite cazzate. Cioé, da buoni genovesi, una telefonata simile non l'avremmo mai fatta, fosse stata a pagamento. Ma grazie ai prodigi informatici di Skype et Messenger et similia abbiamo parlato del nulla per svariate decine di minuti. Fino a quando loro non sono andati a dormire, e io a prendere l'aperitivo, che ci sono 8 e 6 ore di differenza, rispettivamente. Rispettivamente a cosa non l'ho ancora capito, faccio sempre un po' casino coi fusi orari, comunque fidatevi, m'hanno detto che è giusto... E se Skype lo uso per parlare coi vecchi amici che sono sparpagliati per il Mondo (un paio, almeno, gli altri sono da qualche parte in Liguria), c'è sempre Messenger che mi consente d'essere burbero e scontroso con persone che non mi conoscono affatto. E volete mettere la soddisfazione di trattare a male parole qualcuno che ti contatta senza avere la minima idea di cosa aspettarsi? Se volete provare l'ebbrezza, il mio contatto MSN è lì dove è sempre stato, da qualche parte sulla colonna sinistra. Ma non dite che non v'avevo avvertito!
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Il Giuoco Del Pallonedomenica, 16 luglio 2006 - 23:46 Wow.Campioni del Mondo! Evviva all'Italia!!! Si, ok, era una settimana fa. Ma è un casino di tempo che non scrivo e non volevo perdere l'occasione di ribadire l'ovvio. Una settimana fa? Solo? Cristo, sembrano passati dei mesi. E invece era solamente domenica scorsa che mi sono ignobilmente ubriacato guardando la partita sul mio terrazzo con gli amici. Che poi è una tradizione. Guardare mondiali ed europei sul mio terrazzo con un fracco di amici, dico, non ubriacarsi. Quello è un non disdicevole effetto collaterale. Era dal '94 che aspettavamo questa vittoria, e con una logica tutta scaramantica temevo si potesse pensare che il mio terrazzo portasse sfiga. Insomma, nel '94 e nel 2000 le cose non ci sono andate benissimo. E nell'82 la partita l'ho vista dentro casa, non sul terrazzo, quindi non vale. Stavolta non ci sono cazzi, abbiamo vedicato i rigori del '94 e sconfitto la fottuta Francia del 2000. Doppia redenzione. Per l'Italia e per il mio terrazzo. Eppoi mi sono tolto la soddisfazione di fare il tamarro in giro per la città suonando l'afono clacson della mia vespetta e di prendermi l'obbligatorio bagno di folla in Piazza De Ferrari. Nell'82 non c'era ancora l'usanza. E comunque avevo 8 anni. Una settimana. Tutto già metabolizzato. I festeggiamenti, finiti. Non si parla più di testate. Gli esperti di lettura delle labbra, scomparsi. La sorella di Zidane, archiviata in un paio di giorni. Un paio di giorni di troppo, comunque. Calciopoli. No, calciopoli durerà per un bel po'. Quindi mettiamoci tutti comodi e aspettiamo i fuochi artificiali. A sentire i TG Mediaset nessuno vuole queste condanne. Non certamente i tifosi delle squadre coinvolte, ovvio. Ma neppure i politici, di ogni schieramento, non solo quello del proprietario del Milan, che giustappunto è pure proprietario di Mediaset. I politici, gente che proprio non ce la fa ad essere impopolare, non è nel loro DNA. Panem et circences, ragazzi. Niente di nuovo. Al limite anche un po' di figa, se si riesce. Suvvìa, in fondo abbiamo vinto i mondiali. Siamo tutti più buoni, ancora più che a Natale. Ci vuole un atto di clemenza! Chi volete liberare, Gesù o Barabba?Da tifoso di una squadra che l'anno scorso è stata retrocessa di due categorie per aver (forse) cormprato una partita (senza peraltro coinvolgere arbitri e giocatori, non mi stancherò mai di ripeterlo, mah), beh, sarei molto contrariato se ora non venisse applicato lo stesso metro di giudizio per chi, invece, dovesse essere ritenuto colpevole di aver sistematicamente manipolato lo svolgimento di campionati interi. Ma mi sa che me ne dovrò fare una ragione, infatti mi sto già allenando a mantenere la calma per i verdetti finali e ad esprimere la mia (certa) futura contrarietà in modo non violento, quasi ghandiano. Ma cazzo, non potevamo vincerli l'anno scorso i Mondiali? Così il tanto discusso "atto di clemenza" col quale si vogliono perdonare i peccati del mondo (calcistico, beninteso), avrebbe premiato il Genoa, che di sicuro c'ha più bisogno della Juve o del Milan. Ma del Genoa, naturalmente, non gliene incula niente a nessuno. Nemmeno a voi, probabilmente. E allora la pianto qui. Alla prossima, forse. Che c'ho lo scazzo.
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Applausi per Hardlalunedì, 03 luglio 2006 - 00:32Oh, bella raga. No non sono ancora impazzito del tutto, stavo solo cercando d'entrare in sintonia col gergo dei giuovani d'oggi. Essì, perché l'argomento del giorno è l'hip-hop italiano. Devo premettere una cosa che forse potrebbe, in parte, condizionare il resto della discussione: a me l'hip-hop fa tendenzialmente cagare. A parte magari robe tipo Frankie Hi-NRG, ma diciamo che il 95% di quello che ho sentito non ha riscosso il mio gradimento, per dirla in modo più fine di prima. L'hip-hop italiano, dicevamo. E già diventa tutto più facile, che altrimenti dovevo scrivere pure dell'hip-hop americano e del fatto che in tutti i video che ho visto ci sono un casino di neri vestiti in modo stravagante che si circondano di fighe vestite nel minor modo possibile. E la loro presenza, per quanto gradevole, spesso mi appare piuttosto pretestuosa, ma non me ne lamento. Basta mettere l'audio su MUTE. Da quello che m'è parso d'intuire, il maggior limite di molti rapper italiani è quello di essere italiani, appunto. Nel senso che spendono molte delle loro energie a cercare di essere dei neri americani. E visto che passare per neri è difficile, allora si concentrano sulla parte americana della faccenda. Girano per le strade di Campobasso conciati manco fossero nei sobborghi di Detroit. Roba che a Nando Moriconi gli fanno 'na pippa. Un Fabri Fibra, ad esempio, da quello che ho sentito dire, ha fatto un CD in cui si diverte a sfanculare in tutte le canzoni qualsiasi categoria di persone e/o oggetti. Che mi sembra un po' la strategia su cui Eminem ha fondato la sua notorietà, a dire il vero. L'essere odioso e irritante fa quindi parte del DNA di una certa categoria di rapper, evidentemente. Un Mondo Marcio, invece, ha scelto di cantare come se gli avessero infilato una patata nel gargarozzo. Ma deve aver pensato che un tubero in gola forse è un espediente un po' troppo raffinato, quindi ha rincarato la dose, scegliendo di prodursi pure in un finto accento inglesizzante. Roba che neppure Don Lurio, Dan Peterson, Heather Parisi e Stanlio e Ollio sarebbero riusciti ad eguagliare. Ma allora forse l'essenza del rapper italiano da hit-parade si può sintetizzare nella figura di un tizio che si presenta in pubblico parlando in modo incomprensibile, assumendo un attegiamento strafottente, e che per avere successo scrive robe odiose.Ma, mi chiedo: c'era proprio bisogno di Fabri Fibra e Mondo Marcio? Quando è anni che in Italia c'abbiamo già Don Baget Bozzo. Che c'ha il cognome mezzo strano, che fa pure un po' americano. Senza bisogno d'inventare un nome d'arte.
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