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La ragazza dei giornaligiovedì, 31 maggio 2007 - 16:17La ragazza dei giornali la vedo ogni mattina, dal lunedì al venerdì. Sempre. Scendo dall’autobus e lei è già lì al semaforo, chissà da quanto, a distribuire i suoi giornaletti gratuiti. Mi avvicino, la guardo, prendo la mia copia, la ringrazio e me ne vado. Ogni mattina.
La ragazza dei giornali mi mette di buon umore, ogni mattina. Mi predispone bene alla giornata. No, non è particolarmente allegra, anzi. Il più delle volte è accigliata, forse stanca, sicuramente annoiata. Spesso lo vedi che con la mente sta volando chissà dove. E non è solo colpa del suo lavoro. Altrimenti non mi spiego l'esagerato entusiasmo, probabilmente simulato, spero simulato, del ragazzo africano che, ogni giorno, si piazza due metri davanti a lei, stesso semaforo, a distribuire il giornaletto della concorrenza, zufolando con le labbra note improbabili ad ogni copia consegnata. La ragazza dei giornali è la mia anima gemella. Nessuna implicazione sentimentale, sia chiaro. E’ la mia anima gemella perché tutte le mattine ho la sensazione che mi capisca, e solo lei. Sono talmente abituato a vivere la mia vita da solo, che quasi mi sembra normale se finisco per proiettare su una sconosciuta i miei fastidi e le mie paturnie. La ragazza dei giornali ha sempre lo scazzo, ma quando passo io a ritirare il mio giornale, per un istante, un breve istante, un istante tanto breve che forse me lo sono solo immaginato, lei mi guarda e mi sorride. Ogni mattina. E non sorride solo con la bocca. Sorride con gli occhi, che è come dire che non mi sta mentendo, che è un sorriso sincero, perché mi riconosce, perché sono come lei. Ecco, non so come sia accaduto, ma io un bel giorno mi sono persuaso che la ragazza dei giornali mi capisca. Che è pazzesco, lo so. Ma sono certo che anche lei ogni mattina vede sul mio volto un’espressione di fastidio mutare in un sorriso sincero, quando mi consegna il suo giornale “Leggo”. Si, che poi chi ce l’ha il tempo di leggerlo, Leggo? Il più delle volte lo appoggio sulla scrivania, mentre butto nel cestino quello del giorno prima, ancora intonso. Ma sapere, o illudermi di sapere, che la ragazza dei giornali ogni mattina dal lunedì al venerdì riconosce il mio fastidio e mi sorride, beh, mi aiuta parecchio. E Leggo, anche se spesso non trovo neppure il tempo d’aprirlo, lo prendo sempre con piacere. Ogni mattina, dal lunedì al venerdì. Nel weekend no, non ne ho bisogno.
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La profezia del tappetolunedì, 21 maggio 2007 - 15:45Questo potrebbe essere il post più importante che abbia mai scritto, quindi v'invito a soppesarlo con una certa attenzione. Perché l'argomento è serio e le sue ripercussioni potenzialmente sconvolgenti.
Il fatto è che con un minimo d'attenzione in più, IO AVREI POTUTO EVITARE L'11 SETTEMBRE. Si lo so, è un'affermazione forte, e detta così sembra la mia solita bufala. Ma aspettate a darmi del cazzàro, che ora vi spiego. Io ho da moltissimi anni un tappetino scendiletto, ha girato qualsiasi stanza della casa, me lo trovo sempre tra i piedi, e più volte ho rischiato la vita scivolandoci sopra. L'ho sempre visto ma non l'ho mai osservato attentamente. Guardate anche voi. ![]() Visto niente? No? Provate a guardare più nel dettaglio. Ci sono due strutture identiche, gemelle, che vengono attraversate da quattro figure che somigliano inquietantemente ad aeroplani. No, dico. E' pazzesco.Quando ho capito qual'era il vero disegno sul tappeto, per poco non cadevo dalla tazza del cesso (essì, nei suoi giri il tappetino è finito in bagno, dove attualmente risiede). Capite? Fossi stato un po' più pronto nel recepire il messaggio, forse avrei potuto evitare migliaia di morti, per non parlare delle due guerre che ne sono derivate. Ma forse un messaggio come questo è un po' come una profezia di Nostradamus, che diventa chiarissima quando ormai gli eventi descritti hanno già avuto luogo. Forse davvero non avrei potuto fare niente per impedire quella tragedia. Ma a questo punto sono attanagliato da dubbi pressanti, che forse mai avranno risposta: chi è l'ignoto tessitore che ha voluto mandare un avvertimento, seppur in forma alquanto bizzarra, al mondo intero? Sperava davvero che saremmo riusciti a decifrarlo? Non poteva ricamare una frase su quel tappeto? E chissà se si sarebbe mai immaginato che il suo preziosissimo messaggio d'allarme sarebbe andato a finire sul pavimento di un cesso a Genova? Chissà....
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Seconda Gita Cappestresabato, 19 maggio 2007 - 09:09Occhei, lo so. Il preavviso è minimo stavolta. Ma non è tutta colpa mia, o del mio pressantissimo lavoro, che non mi lascia fare altro. E' che magari ogni tanto potreste anche andare sul blog delle Cappe a vedere che si organizza, invece d'aspettare che sia io a dirvelo. O no? Vabbé, vi perdono, ma solo se partecipate alla 2a Gita Cappestre.
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Ricapitolando...domenica, 13 maggio 2007 - 16:31Mi sono reso conto che è un casino di tempo che non scrivo qualcosa qui. Non che l'abbia fatto da altre parti, dicevo così per dire. Sono successe un po' di cose, in questo periodo.
Tipo che all'Arcivescovo di Genova, che poi è la mia città, beh, a Monsignor Bagnasco è stata recapitata una lettera con dentro un proiettile della seconda guerra mondiale. Si lo so, ne hanno parlato tutti, l'ho detto che arrivo tardi. Media scandalizzati, tutti quanti ci siamo indignati per un atto provocatorio e minaccioso che va a ledere la serenità del Monsignore. Tutti quanti abbiamo pensato ad un ingiustificabile atto di minaccia contro le posizioni, invero piuttosto nette, che la Chiesa ha assunto in merito ad alcune questioni civili. E in effetti, a caldo, queste reazioni sdegnate potevano anche essere comprensibili. Certo, si dirà, bastava avere un po' di pazienza. Non infiammarsi di rabbia e paura al primo proiettile arrivato. La settimana dopo a Bagnasco è arrivato un grilletto, sempre per posta. Dopo due settimane, la parte sinistra del calcio di una pistola. A quel punto lo smemorato prelato ha dovuto confessare alle autorità, non senza un certo imbarazzo, che insomma si scusava tanto d'aver causato un tale casino, e sapete l'età com'è come non è ma beh arrivando alla conclusione, lui il mese scorso s'era iscritto a una raccolta a fascicoli "Costruisci la tua Luger del 1943", iniziativa editoriale in 45 uscite settimanali pubblicata da Hachette. Ma poi se n'era dimenticato. Il maresciallo dei Carabinieri ha candidamente risposto "non si preoccupi eminenza, può capitare", mentre si piantava un fermacarte nella coscia per trattenere la rabbia. Cambio argomento, un colpo alla croce e uno alla botte. Qui si viaggia in par condicio, che credete. Altro che Familiy Day e Orgoglio Laico. Non so, li avete visti anche voi in giro questi manifesti per il 25 Aprile? Qui a Genova ce n'erano parecchi, mischiati a quelli delle prossime elezioni amministrative. Non so altrove.Ma l'avete visto? Questi Comunisti sono parecchio strani. E' il manifesto del 25 Aprile, e che c'entra 'sta qui? La solita fricchettona comunista, coi soliti dread, sporchi e puzzolenti, sicuramente. E il maglione, con quei colori così anni '70, così anni di piombo, la solita nostalgia della guerra proletaria dei soliti comunisti nostalgici. Che poi 'sta qui corre, perché sta scappando? Scappa perché ha sicuramente rubato qualcosa, magari la borsa che ha sulle spalle, perché le servono soldi, perché deve comprarsi l'erba, 'sta comunista fricchettona drogata del cazzo. Perché l'avete vista in faccia, no? Voglio vedere se 'sta qui non si fa, almeno d'erba o scitto, ma per me anche di qualcosa di più pesante. Eppoi ride, che cazzo ha da ridere? Ma vai a lavorare, invece che andare in giro a rubare e drogarti sul Ponte Milvio, proprio lì dove ci sono tante brave ragazze che appendono i lucchetti ai lampioni con i loro fidanzatini ammodo e con la testa sulle spalle. E tagliati quei cazzo di capelli. Mi chiedo, è davvero questa l'immagine che i Comunisti Italiani vogliono avre come simbolo dei loro valori? O almeno del 25 Aprile. Si? Davvero? Pazzesco, questi fanatici non cambieranno mai.
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Tanti Augurisabato, 05 maggio 2007 - 02:10Ne ho scritto 6 mesi fa. Ne ho scritto anche 1 anno meno 4 giorni fa. Ora è passato 1 anno intero e ne approfitto per scriverne ancora, anche se in realtà la mezzanotte è passata e l'anniversario era ieri. Non mi ne vergogno di trattare di nuovo lo stesso argomento, anzi ne sono molto fiero. Che poco più d'un anno fa fumavo due pacchetti di sigarette al giorno, poi più nulla. Basta. Ho troncato. Una sera ho deciso di non comprarne più. Me ne sono tenuta una, per la mattina dopo. Solo una, poi più basta. Non so perché l'ho fatto, sarebbe stato più facile finire prima della notte. Boh, è andata così. Curioso poi che questo dettaglio io non l'abbia mai raccontato a nessuno. Come fosse un qualche segreto. Mah.
Ora non ci penso quasi più, alle sigarette. Ed è quel QUASI che mi rende orgoglioso, è il QUASI che mi fa capire che non è stato così facile come ora può sembrarmi. E che non ci si dimentica facilmente delle cattive abitudini. Una volta tanto sono stato bravo. Non mi capita spesso. Sono cose che ho già scritto? Meglio, una volta tanto mi ritrovo d'accordo con me stesso. Altra occasione per celebrare.
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ARTErnativa Live!mercoledì, 02 maggio 2007 - 13:19Essì. Siamo tornati. Con la nostra solita faccia tosta ci ripresentiamo al cospetto di un ignaro pubblico a presentare le nostre belinate.
VENERDI' SERA4 MAGGIO alle ore 22 Alle ANTICHE CAPPE ROSSE in Vico Dietro il Coro di S.Salvatore 2r, che poi è quel vicoletto che scende giù dalle parti dell'uscita della metropolitana di Piazza Sarzano (che è a Genova, per chi non ne fosse informato). L'ingresso è gratuito, ma solo se avete la Tessera ARCI. Se non ce l'avete, beh, dovete farla. Costa suppergiù una decina d'euro, non ricordo la cifra esatta. Se frequentate questi luoghi da un po' dovreste sapere che ARTErnativa è una rubrica d'arte curata da Spassky, Seaweeds e me medesimo. Cioé, arte, vabbè. Prendiamo dei quadri e li descriviamo un po' come viene. Di solito ARTErnativa è una newsletter, alla quale è naturalmente possibile iscriversi, ma di tanto in tanto ci dilettiamo a presentare le nostre creazioni dal vivo, davanti a un pubblico vero. Sempre che venga qualcuno, altrimenti ce le leggiamo tra di noi e ci mettiamo a ridere tantissimo. Alla facciazza vostra. Se però ancora non avete capito di che cosa parlo, eccovi a gratis un numero arretrato di ARTErnativa, e non dite che non vi regalo mai nulla.
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