![]() |
||
|
|
Il senso della vitagiovedì, 11 ottobre 2007 - 17:20E' buffo come certe riflessioni ti colgano all'improvviso e, per quanto tu le possa sottovalutare, ti rimarranno appiccicate addosso come l'odore delle patatine del McDonald's. Buffo anche come questi pensieri improvvisi possano dimostrarsi fondamentali per capire il significato di alcuni aspetti della tua vita che fino a quel momento non sei mai riuscito a decifrare.
In pratica sto parlando del senso della vita. Del senso della mia vita, d'accordo, ma anche della vostra, se generalizziamo appena un po' il discorso. Ed è pazzesco come tutto mi si è presentato innanzi, così, senza manco cercarlo. E' che ieri sera mentre stavo comodamente accoccolato sulla mia poltrona, guardando il blu-ray di Spiderman3.... - aspetta un secondo, stavi guardando il blu-ray di spiderman3? a casa tua? - si, embé? - cioé, e lo dici così? - e come dovrei dirlo? si, ok. l'uomoragno non sarà quel gran capolavoro, ma ogni tanto un filmetto così, per staccare un po'. eppoi avevo visto già i primi due, ma mi mancava il terzo... - non fare il furbo, sai benissimo di che parlo. da quando puoi vedere i blu-ray? - beh, da ieri... da quando mi... - da quando ti sei comprato la Playstation3, brutto stronzo. vero? e quando contavi di dircelo? - beh, si. prima o poi, ma quella cosa del senso della vita mi sembrava più importante. posso continuarla, ora? - semmai dopo. piuttosto, dicci, ma come si vede la playstation3 col tuo tv full-hd? uno sballo, vero? - per essere figo, è figo. si vedono dei dettagli pazzeschi, sia nei film che nei giochi. certo, ora di roba ne gira ancora pochina, è appena uscita. ma già a fine mese esce PES 2008, e poi il nuovo GTA. e anche i film, ieri ho preso Big Fish usato. poi lo sapete che io ho la fissa della definizione alta. mi rovino la vista per far girare il mio computer a 1680x1050, quindi poter giocare con la play3 su un tv 37 pollici a 1920x1080, beh è una cosa che mi commuove. mi piace poter vedere il dettaglio massimo. un'esperienza quasi mistica. - a proposito di esperienza mistica, che dicevi prima sul senso della vita? - ma fanculo il senso della vita! chisseneincula! ma piuttosto voi dovreste vedere il livello di grafica! e l'audio! e si che ancora non c'ho collegato l'impianto surround, che ho usato solo l'audio della tv, che comunque è ottimo. e poi stasera lo collego al computer col cavo di rete e mi scarico le demo di nuovi giochi e trailer. tanto c'ho 60 giga di hard disk. poi magari se mi gira mi compro il router wireless, così non ho bisogno di stedere cavi, ah perché non ve l'ho detto che la play3 c'ha il wi-fi integrato e che pure i joypad sono senza fili, in bluetooth, con batterie ricaricabili... e che... ma anche... e che poi.. per non parlare di.... aaaah... - vabbé, noi andiamo... ciao...
hardla ha decretato che questa perla di saggezza va archiviata nelle categorie: media, cazzeggio, io , giochetti
link a questo post | commenti (48) pop-up | commenti (48)
Eroi & Nemesimercoledì, 20 settembre 2006 - 11:26Giambel V
Oh. Voi fate quello che volete, ma questo è diventato d'ufficio il mio robottone preferito. Ma che figata di video, pieno di riferimenti... Ultim'ora: ricevo e pubblico volentieri condividendone in pieno i contenuti che, peraltro, non ho letto. Non avendo voglia di fare un nuovo post, lo metto in coda al robottone, che comunque ci sta bene.
hardla ha decretato che questa perla di saggezza va archiviata nelle categorie: media, cazzeggio, visto o sentito
link a questo post | commenti (28) pop-up | commenti (28)
Avviso ai piratantidomenica, 12 marzo 2006 - 23:41![]() Quante volte ci sarà capitato di vedere uno di questi avvisi, prima del film che avevamo deciso di guardare. Parecchie, vero? Ma quante volte ci siamo soffermati a leggere quello che c'è scritto su uno di questi cosi? No, dico, leggere veramente: che lo sappiamo tutti che è una cosa tipo: "la pirateria è una roba brutta e se copio questo DVD mi viene Ebola" etc. etc. Però, visto che questi affari non si possono saltare (a meno che io non abbia copiato il film e sbloccato la navigazione, cosa peraltro impossibile, altrimenti avrei preso Ebola e non sarei qui a scrivere), tanto vale darci un'occhiata che magari si trovano cose interessanti. Che, chissà perché, quando ripenso a questi avvisi mi viene sempre in mente l'immagine di una piattaforma petrolifera, cazzo c'entrerà, poi? No, davvero, anche se lo fai "a mero titolo esemplificativo", come diavolo può esserti venuto in mente di indicare pure le piattaforme petrolifere? Cioé, non è che siano cose che si vedono tutti i giorni, no? Ma poi, anche se ce ne fossero milioni, con miliardi di persone che ci vivono dentro, insomma, 'sti poveretti si fanno un mazzo tanto, spesso devono starci per dei mesi, prima di scendere a terra e tu, si dico proprio a te che te ne stai seduto nel tuo ufficetto del cazzo a inventare norme assurde, TU vuoi pure impedire a questa gente di vedersi un film ogni tanto? Eppoi nel 99% dei casi 'ste piattaforme sono talmente lontane dalla costa che non si becca neppure la TV. Che ne dici, idiota, a scacchi possono giocare? E rubamazzetto? Possono leggersi un libro o devono venire a chiederti il permesso? Che poi non hai neppure specificato se nella loro stanzetta privata possono farsi i cazzi propri oppure in TUTTA la piattaforma è vietato proiettare il tuo filmetto del belino. Ma il colpo di genio l'hai sfoderato indicando gli OSPEDALI. No, dico, GLI OSPEDALI! Posti zeppi di scrocconi di merda che non vedono l'ora di prendersi qualche bella malattia infettiva, meglio se incurabile (Ebola!), per farsi ricoverare e vedere a scrocco qualche bel film. Oppure medici e infermieri che magari si nascondono dai pazienti fino a quando non scoprono se i Ghostbusters riusciranno a far fuori Zuul e il Marshmallow Man. O quei maledetti bambini che magari si vedono Dumbo senza neppure pagare i sacrosanti diritti d'autore. Discorsi simili si potrebbero fare per Carceri e Scuole, e voglio pensare che Compagnie Aeree sia un refuso di traduzione, che probabilmente è più importante indicare i velivoli, piuttosto che gli uffici delle Compagnie, ma magari invece intendevi proprio quelli, mah. Quello che mi preme dire è che proprio non sopporto questa precisa volontà delle majors cinematografiche e musicali di trasformarci da acquirenti di un prodotto a fruitori di un servizio. Insomma il DVD che compriamo non è che sia proprio nostro, e in futuro lo sarà anche meno. Sono allo studio supporti che smettono di funzionare dopo un certo numero di visioni, come fosse una pay-per-view. Si sta pompando lo streaming di contenuti, un po' perché a regime è un sistema più economico (lo ammetto, si evita il costo del supporto, della spedizione etc.), ma anche perché si ha un controllo maggiore sul cliente. Sarà che io per i film sono un po' feticista, ma preferisco ancora il buon vecchio disco, con la copertina fica, e che posso vedere come e quando voglio io, senza dover trattare ogni volta con chi mi offre il contenuto. Poi vabbé, le leggi sui diritti d'autore tendono a punire in maniera molto pesante i trasgressori, soprattutto in America, ma le majors stanno facendo molte pressioni anche sul Parlamento Europeo che, finora, non ha ancora calato del tutto le braghe. Verrebbe da dire "in maniera troppo pesante", visto che a volte le pene sono decisamente spropositate rispetto al reato commesso, ma questo, in effetti è un altro discorso. Che adesso, comunque, non ho voglia di iniziare.
hardla ha decretato che questa perla di saggezza va archiviata nelle categorie: cinema, media, visto o sentito
link a questo post | commenti (13) pop-up | commenti (13)
Quei meravigliosi truzzi anni '80domenica, 08 gennaio 2006 - 14:57 Certo che ce n'era di roba zarra negli anni '80. Parliamo di canzoni, c'è solo l'imbarazzo della scelta. Senza neppure pensarci mi vengono in mente decine di brani che meriterebbero di essere ricordati (o rimossi, beh, dipende dai punti di vista) per sempre. Ma io non voglio roba qualunque, qui si fanno le cose in grande, voglio solo il meglio del peggio del peggio del truzzo anni '80. Solo la roba più esagerata, i testi più stronzi, le schitarrate più finte, gli ammiccamenti più laidi, le capigliature più estreme, i successi più inspiegabili, le pose da rockstar più studiate a tavolino, i personaggi più pazzeschi, gli idoli delle ragazzine più bellocci, le pin-up più zozze che si scoprivano cantanti, i video più squallidi, i tormentoni più estivi, le tastiere più bontempi. Insomma, i più truzzi, roba che al confronto i Bee-Hive di Kiss Me Licia erano dei gentlemen inglesi. Io ci metto i primi pezzi, ma mi aspetto vostri copiosi suggerimenti: la lista verrà aggiornata costantemente e, a un certo punto, deciso insindacabilmente da me medesimo, bloccata. Ne ricaverò una rosa selezionata di brani, che sarà l'argomento del prossimo SONDAGGIONE, in cui voteremo per attribuire il... . . . . Gran Premio COTONATA D'ORO, per la canzone anni '80 più truzza.
DICHIARO UFFICIALMENTE CHIUSE LE CANDIDATURE!!!
hardla ha decretato che questa perla di saggezza va archiviata nelle categorie: media, cazzeggio, visto o sentito, liste
link a questo post | commenti (129) pop-up | commenti (129)
Onde ancora Stortemercoledì, 15 giugno 2005 - 13:38C'era una volta una trasmissione, radio. Veniva trasmessa ogni giorno da una piccola emittente locale, Radio Liguria Uno, una di quelle radio libere che, passata l'euforia dei primi anni, cercavano di sopravvivere nel mondo dei grandi. Probabilmente ogni città ha avuto un programma di questo tipo, o forse no, non saprei, ho sempre vissuto qui. Ma Onde Storte a Genova e dintorni era l'evento, la novità. Anche perché nei primi anni '80 l'umorismo in stile Gialappa's non era ancora stato sdoganato dal grande pubblico: ricordo che molti, allora, per farsi due risate erano costretti a seguire ore di Radio Radicale, che mandava senza filtro le telefonate registrate sulla sua segreteria telefonica. E, tra un intervento politico e una telefonata di sostegno alla causa, ci scappava anche il bestemmione del ragazzino che voleva i suoi quindici blasfemi secondi di notorietà nell'etere, senza alcun tipo di censura. Ah ah ah, grasse risate. Vabbé, avete capito il clima, no?
Onde Storte era diverso. Personaggi dai nomi improbabili, Flacca, Joe Scognamiglio, Erasmo da Rotterdam, la Voce Misteriosa e mille altri, che anche loro trasmettevano senza censure e godevano della loro libertà di parola, anche loro parlavano sporco, ma bisognava essere vecchi e/o bigotti per offendersi o scandalizzarsi. Perché loro avevano un piano, un progetto, o almeno sembrava che l'avessero. Un personaggio, un ruolo: il finto poeta, il finto esperto, il finto deejay, il finto corrispondente. E una trasmissione strutturata in diversi segmenti, tutti egualmente deliranti, anche le pubblicità, finte naturalmente. Per un decennio hanno cercato di fare quello che volevano e spesso hanno creduto di poterlo fare davvero. Poi basta, la loro avventura è finita quando tutti quanti, in radio e tv, hanno iniziato a fare lo stesso. Qualche riunione, qualche evento speciale, qualche replica, ma non era più la stessa cosa. Quando ho iniziato ad ascoltare Onde Storte ero piccolo. Molte battute non le capivo, ma ridevo lo stesso, sulla fiducia. Fiducia in loro e anche nei miei amici più grandi, seduti accanto a me sul muretto della piazza. Si, perché non aveva molto senso ascoltare Onde Storte da soli, il bello era sentirla in compagnia, magari di sera, magari d'estate, magari in quel paese di campagna che m'imprigionava tutte le stupide vacanze. Tra i miei amici c'era chi, come molti in città, registrava le puntate dalla radio. Onde Storte era una trasmissione "da cassetta", i nastri circolavano ovunque, erano diventate cose da passarsi sottobanco a scuola, manco fossero bigliettini d'amore o fumetti zozzi. Sono convinto che il grosso del pubblico ascoltasse la trasmissione su nastro, più che in diretta. Allora si usavano le cassette, oggi gli MP3, ma il concetto è più o meno lo stesso. I ragazzini degli anni '80 hanno riversato i loro ricordi in digitale e Onde Storte è tornata a vivere, ornata di una veste più sgargiante, forse, ma in fondo sono sempre gli stessi personaggi sgradevoli, volgari e idioti d'un tempo, quelli che amavamo. Sono solo vecchie repliche, ma forse è meglio così. Per chi fosse curioso, o devoto, per chi non l'ha mai sentita o per chi non si perdeva una puntata, o per chi, semplicemente, non ha nulla di meglio da fare, Onde Storte è di nuovo tra noi, in streaming audio, a questo indirizzo:
hardla ha decretato che questa perla di saggezza va archiviata nelle categorie: media, io , visto o sentito
link a questo post | commenti (11) pop-up | commenti (11)
Altre testimonianzemartedì, 31 maggio 2005 - 00:02Pensieri sparsi sui testimonial, e mo' vediamo se Eco mi copia pure queste.... poi però dopo questo post provo a smettere, come con le sigarette...
hardla ha decretato che questa perla di saggezza va archiviata nelle categorie: tv , media
link a questo post | commenti (18) pop-up | commenti (18)
Self Brandinggiovedì, 12 maggio 2005 - 11:38 Riprendo a parlare di testimonial, in maniera seriosa stavolta, ma solo per far notare un'apparente incongruenza che da un po' di tempo si può vedere in tivvù. L'imprenditore è diventato testimonial di sé stesso, un fenomeno antico anche se ornato di una nuova veste luccicante. Si perché i vari Giovanni Rana o Armando Arcangeli (Valleverde) non sono poi così diversi da personaggi mitologici come il Dottor Ciccarelli che inventò la Pasta del Capitano. Sfogliando giornali di inizio novecento, attività sempre divertente e istruttiva, si trovano parecchi prodotti legati al nome del loro inventore. Certo, poi bisogna vedere se queste persone esistevano realmente o erano semplicemente un'invenzione rassicurante, ma è chiaro che l'industria pubblicitaria degli albori faceva affidamento sul carattere artigianale di un prodotto. Il pubblico non era ancora pronto per multinazionali anonime, per filosofie di branding e balle varie. Alcuni di questi prodotti esistono ancora, ma era dall'epoca di Carosello che non sentivamo più nominare il Dottor Ciccarelli, il marchio ha soppiantato l'artigiano.E l'artigiano che fa? Diventa industriale. E l'industriale che fa? Diventa marchio. Arcangeli non ce l'ha fatta, troppo poco personaggio, troppo serio e old-fashioned nel suo modo di proporsi. Ma Giovanni Rana ha sfondato. Al punto di superare le barriere del suo corpo. Perché in pubblicità ultimamente l'idea platonica di un concetto vince sull'oggettività, la Nike non vende scarpe, vende stili di vita. Giovanni Rana non è il suo tortellino, Giovanni Rana è Giovanni Rana, imprenditore. E come tale vende sé stesso, non il suo prodotto. Per questo motivo può comparire nel nuovo spot di 3 senza che si avverta lo stridore della cosa. Se si pubblicizza un servizio telefonico per l'utenza business, cosa ci può essere di più azzeccato di un testimonial businessman? Uno facilmente riconoscibile da tutti e, soprattutto, vero? Nessuna patinata imitazione. Certo, il tortellino ce l'hanno dovuto infilare, la famiglia Amendola pure, ma il protagonista è lui, l'imprenditore, il venditore di sé stesso. Il resto viene di conseguenza.
hardla ha decretato che questa perla di saggezza va archiviata nelle categorie: tv , media
link a questo post | commenti (4) pop-up | commenti (4)
Chiama il 90.60.90...giovedì, 07 aprile 2005 - 16:51
Poi c'è Megan Gale, che ormai ha 74 anni. Si mantiene ancora bene, comunque. La ragione è semplice, tra uno spot e l'altro la mettono in freezer. Poi un creativo Vodafone telefona allo specialista criogenico e gli dice "tiratemela fuori, la voglio pronta per martedì alle 14, e già che ci siete ditele di imparare a scalare un grattacielo di vetro". Per i manifesti, invece, si limitano a usare vecchie foto, secondo una tecnica già collaudata in politica: infatti in molti l'hanno votata alla scorse elezioni, credendo fosse candidata alle regionali. E' stata la prima vera "testimonial" della neonata Omnitel, quando ancora i cellulari non facevano fotografie ed erano appena più piccoli di un mattone forato, ma più pesanti. Secoli dopo, Omnitel non esiste più, acquisita da Vodafone, ma la modella australiana continua a imperversare su schermi, manifesti e carte servizi. Certo, ora indossa scarpe ortopediche e pesanti impalcature per reggere il seno, ma ha imparato a parlare un italiano davvero impeccabile, roba che l'accedemia della Crusca manco se lo sogna. Tchtuchtto inchtorno a te.
hardla ha decretato che questa perla di saggezza va archiviata nelle categorie: tv , media, cazzeggio
link a questo post | commenti (4) pop-up | commenti (4)
|
![]()
![]()
|
|
|
||